San Giorgio, figura centrale dell’immaginario cristiano medievale, è indissolubilmente legata al drago: creatura sconfitta, certo, ma soprattutto presenza mitica che rimanda a storie e tradizioni ben più antiche.La diffusione dell’immagine del drago in Europa tra Tre e Quattrocento è ben illustrata dalla mostra San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova: ma prima di simboleggiare il nemico da abbattere nella tradizione occidentale, il drago è infatti una presenza antichissima e stratificata, portatrice di significati cosmologici, regali e apotropaici in molte culture dell’Asia e del mondo islamico.

Questo ciclo di conferenze propone ai partecipanti di invertire lo sguardo: non partire dall’eroe, ma dalla creatura fantastica.

Ripercorrere le origini orientali del drago, seguirne le trasformazioni iconografiche e simboliche lungo la Via della Seta, e osservare come questa figura giunga in Occidente — e a Genova — attraverso stoffe preziose, ceramiche, manoscritti, architetture e oggetti di lusso. È in questo lento e complesso processo di trasmissione culturale che prende forma anche l’immagine del drago affrontato da San Giorgio. Dalle corti mongole alla Persia, da Cambaluc (la capitale della Cina di Kubilai Khan) a Tabriz, fino ai porti del Mediterraneo e ai palazzi genovesi, il drago accompagna il viaggio di uomini, merci e immagini. Genova, crocevia mercantile e culturale, diventa uno dei luoghi privilegiati di questo incontro, come attestano tanto le fonti materiali quanto le testimonianze artistiche conservate in città.  All’interno di questo orizzonte si articola il ciclo Le origini del drago, che prende avvio grazie al contributo a cura di Elisabetta Raffo, direttrice della Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, istituzione di riferimento internazionale per lo studio delle arti del mondo islamico e dell’Asia. 

La Fondazione Bruschettini per l’Arte islamica e Asiatica
Costituita a Genova da Alessandro Bruschettini negli anni Ottanta, diviene Fondazione no profit nel 2012 allo scopo di promuovere le arti islamiche e asiatiche in dialogo con l’arte italiana ed europea, altresì garantendo la fruizione pubblica permanente di collezione, biblioteca e lascito
culturale del fondatore.

ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

conferenza + ingresso alla mostra: ridotto 6€/ gratuito aventi diritto e titolari card MNG

per informazioni e prenotazioni: palazzorealegenova@cultura.gov.it / 3270511617

Accessibilità: la sala sede della conferenza non è servita da ascensore. 

A seguire, il tema viene  ulteriormente approfondito nelle due conferenze successive, che affrontano la figura del drago da prospettive complementari:

 

Calendario degli incontri 

  • sabato 31 gennaio, ore 16:30

Genova, Tabriz, Cambaluc. Draghi in viaggio lungo la Via della Seta

A cura di Elisabetta Raffo, Direttrice Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica

Due voci per parlare del drago, un animale fantastico e multiforme che unisce Oriente e Occidente: Laura Parodi, storica dell’arte islamica, accompagna il pubblico in uno straordinario viaggio in Asia Centrale e nel mondo islamico sulle orme di uno dei più diffusi tipi di drago, rivelandone le origini e i diversi significati e ripercorrendo il suo itinerario dalla Mongolia all’Europa nel Medioevo. Con la storica dell’arte Loredana Pessa si assiste all’arrivo di questo drago in Occidente grazie alla circolazione di una delle stoffe seriche orientali più preziose della storia sulle quali era spesso raffigurato: i favolosi “panni tartarici”, ambiti da re, papi e imperatori, di cui proprio Genova è stata uno dei più importanti centri di scambio.

Laura Parodi, Docente di Islamic Art, Università di Genova

Loredana Pessa, Docente di Storia delle tecniche tessili e della moda, Università di Genova; già Conservatore collezioni tessili e ceramiche Musei di Strada Nuova, Genova

 

  • sabato 7 febbraio, ore 16:30

Le diecimila forme del drago

A cura di Roberto de Simone – CELSO

 

  • sabato 14 febbraio, ore 16:30

Il drago di San Giorgio e i suoi antenati

a cura di Donatella Failla – Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone