Rawabet - Gezmataz Festival
Torna al Porto Antico, dal 3 al 5 luglio 2026, il Gezmataz Festival, che quest'anno propone 3 concerti del progetto culturale internazionale "Rawabet".
L'evento
Rawabet in arabo significa “connessioni”, una parola capace di racchiudere molteplici significati se si pensa alle commistioni tra culture che il jazz tradizionalmente racchiude.
Rawabet si propone di far scoprire l'unione della musica mediorientale al jazz, creando un ponte sonoro e culturale tra musicisti e comunità diverse, costruito attorno ai temi dell’identità, della migrazione e del dialogo interculturale.
Gli appuntamenti
I concerti proposti al Porto Antico, in Piazza delle Feste, vedono l'esibizione di tre diversi gruppi di artisti secondo il seguente calendario:
- Venerdì 3 luglio
- ore 21: Giacomo Ciardi Trio
Composta da Giacomo Ciardi al pianoforte, Leonardo Bocchia al contrabbasso e Gabriele Guidi alla batteria, questa formazione nasce nel 2022 dall’incontro tra i tre musicisti nelle aule del Conservatorio Giacomo Puccini di La Spezia. Legato fin dall’inizio da una profonda intesa, il trio interpreta brani del repertorio jazz tradizionale e propone brani originali, sempre unendo lo stile tradizionale con una moderna e fresca rilettura. In questi anni di attività, i tre hanno collaborato con diversi artisti di fama nazionale e internazionale quali Matteo Cidale, Aldo Zunino, Karima, Andy Sheppard e Ferruccio Spinetti, affinando sempre di più il proprio stile personale. Attualmente stanno lavorando alla registrazione del loro primo album di brani originali, intitolato Music Sprouts. - ore 22: Almàssera
È il Mediterraneo il punto di incontro fra i musicisti che danno vita a questo progetto: il suonatore di oud Nemat Battah ha le proprie radici tra Amman, Gerusalemme e Gaza; quelle di Marialuisa Capurso, performer e compositrice di muisca elettronica, affondano tra la Puglia e la Corsica; mentre il chitarrista Joan Peiró Aznar è uno spagnolo di Valencia. Nell’idea musicale degli Almàssera, il Mediterraneo emerge come uno spazio condiviso, sia fisico che ereditario, per esplorare il tema del viaggio e l’universalità delle nostre esperienze: nascita, amore, migrazione, dolore, rabbia, morte e la cultura della celebrazione. I tre musicisti portano i frutti delle loro antiche radici e creano uno spazio di intesa musicale attraverso l’improvvisazione, l’ascolto reciproco e la condivisione di ricordi.
- ore 21: Giacomo Ciardi Trio
- Sabato 4 luglio
- ore 21: Fabio Lucarotti Quartet
Il progetto si basa su inediti scritti da Fabio Lucarotti, basati sulla sua eterogenea esperienza musicale. In questa formazione che vede Lucarotti alla chitarra elettrica, Giulia Giannetti al flauto traverso, Silvia Fazzi alle percussioni e Giampaolo Betta al pianoforte, il quartetto ricerca una connessione tra il sound tipico della musica popolare brasiliana, grazie alla ritmica affidata totalmente alle percussioni e al flauto come strumento melodico e solista, e le sonorità più tipiche della tradizione jazzistica e del mondo Latin/Jazz, rappresentate dalla chitarra elettrica e dal pianoforte. Il repertorio proposto è in parte esplicitamente orientato verso la musica brasiliana, attraverso una ricerca armonica che ricalca lo spirito della Bossa Nova e del Samba. Un'altra parte di repertorio si stacca nettamente e territorialmente dal Brasile mostrando una sensibilità più vicina alla musica europea e a commistioni con generi musicali più moderni. Il filo conduttore che rappresenta il fulcro centrale di ogni pezzo è comunque l’ampio spazio all’improvvisazione, che sia all’interno di strutture ben definite o cercata attraverso un’interazione più libera tra i musicisti. - ore 22: Nasīj – Whispered Tales
Progetto musicale della cantante e suonatrice di oud tunisina Sarra Douik, nato dal bisogno dell’artista di mettere in musica la sua visione delle relazioni umane e della natura da cui è circondata. Il risultato è una musica intima ispirata alle sue radici arabe e nordafricane, influenzata dalle sue esperienze nel jazz contemporaneo e nella musica mediterranea. In questo viaggio musicale, Sarra è accompagnata dai portoghesi José Soares al sassofono e Zé Almeida al contrabbasso, fondendo le diverse esperienze fino ad ottenere una musica delicata che racconta, nell’intenzione degli autori, la storia dell’umanità e della natura.
- ore 21: Fabio Lucarotti Quartet
- Domenica 5 luglio
- Ore 21: Mirna Kassis Ensemble
Nata e cresciuta a Damasco, in Siria, Mirna Kassis è una cantante specializzata in musica araba tradizionale, bizantina e canto lirico, materia, quest’ultima, in cui si è laureata al conservatorio della sua città natale. Dopo la rivoluzione siriana si è trasferita in Italia, laureandosi nuovamente al conservatorio Niccolò Paganini di Genova e riuscendo a fondere, nella sua musica e nel suo stile, le culture del suo paese di origine e di quello adottivo. Intensa anche la sua attività musicale nel resto d’Europa e del mondo arabo, inclusi Libano, Dubai, Qatar, Bahrain, Germania, Francia, Svizzera, Danimarca, Regno Unito, Olanda e Marocco. Ha collaborato con varie orchestre, tra cui l'Orchestra Popolare Italiana e la Syrian Expat Philharmonic Orchestra diretta, tra gli altri, anche da Riccardo Muti. La voce di Mirna è forte di una commistione di elementi classici europei e mediorientali, per un risultato sonoro e stilistico che genera la perfetta “voce mediterranea”. - ore 22: Mezar
Il gruppo è composto da quattro musicisti – Chakib Kouidri alla chitarra, Elsa Corgié a tastiere e violino, Mounir Hachemaoui al basso e Karle Moussavou Pambou alla batteria – con background complementari e diverse radici culturali. Provenienti da Francia e Algeria, gli artisti hanno unito le diverse esperienze per ottenere un dialogo tra paesi in cui ognuno contribuisce con la propria cultura e competenza a una creazione collettiva, incarnando concretamente l’idea di scambio tra le eredità arabe e il contesto europeo. La musica dei Mezar si è sviluppata durante la residenza in Corsica intrecciando testi poetici e spirituali delle tradizioni Diwan e Sufi con il sound contemporaneo. Questi testi antichi vengono reinventati all’interno di un universo musicale in cui convergono chitarre blues del deserto, sintetizzatori, estetica afro-orientale e sonorità analogiche. Esplorando temi universali come l’introspezione e la memoria, antiche eredità e forme musicali contemporanee entrano in dialogo attraverso una costante sperimentazione sonora.
- Ore 21: Mirna Kassis Ensemble
Ulteriori informazioni
Per maggiori informazioni, visitare il sito di Gezmataz.