Sette bambine ebree. Pièce per Gaza. In prima nazionale al Teatro Duse
In occasione della Giornata della Memoria, il Teatro Nazionale di Genova presenta una produzione in prima nazionale scegliendo un testo di Caryl Churchill, nella traduzione di Masolino d’Amico che, dal 2009, sta avendo molta risonanza internazionale per la sua scrittura essenziale, potente e simbolica.
Carlo Orlando - che frequenta da molte stagioni il teatro di Genova con cui collabora in special modo ai progetti speciali e alle attività pedagogiche della scuola di recitazione “Mariangela Melato” – cura la regia ed è anche interprete, condividendo la scena con cinque attrici e attori.
Caryll Churchill - autrice rigorosa e attenta che, dal suo esordio affonda nelle pieghe del presente dosando toni asciutti ed evocazioni simboliche – è tra i grandi nomi della drammaturgia internazionale, considerata la più importante drammaturga inglese vivente. Ha scritto Sette bambine ebree nel 2009, all’indomani della brutale operazione militare Piombo fuso, condotta dall’esercito israeliano a Gaza, che portò alla morte di oltre 1400 persone. A quasi venti anni nulla sembra essere cambiato e il testo assume tutti i connotati di una folgorante opera di denuncia. Infatti, nella sua icastica brevità (poche pagine) si rivela, come pochi altri lavori di drammaturgia contemporanea a tema storico, aspro e feroce. Una narrazione tagliente, potente e inesorabile che ripercorre quasi cento anni di storia ed evoca, a tratti, la grande tragedia greca.
La struttura dello spettacolo prevede sette quadri, per altrettanti discorsi che attraversano il corso della storia, prendendo le mosse proprio dal doloroso ricordo della Shoah, fino alla nascita dello Stato di Israele, dalla Guerra dei sei giorni fino ad oggi. Ma, quadro dopo quadro, come in un lungo poema epico, che mescola disperazione e pietà, sogno e realtà, violenza e tenerezza, questa opera svela le contraddizioni assolute e dolenti dapprima del popolo ebraico poi dello stato di Israele: un’opera fortemente empatica, ma anche di denuncia. Proprio come Eschilo volle dare voce agli sconfitti Persiani, svelando il pensiero e il dolore dell’Altro, qui Caryll Churchill non esita a chiamare in causa un coro sconosciuto, semplice e popolare, che evoca conflitti e violenze, sogni e disillusioni, paure e follie, bellezze e orrori, colpe e responsabilità. Churchill non arretra di fronte a quanto accaduto nel passato recente di Israele e richiama il principio di responsabilità che tutti, nessuno escluso, devono assumersi. La speranza, forse, è in quelle bambine, testimoni inconsapevoli, da proteggere e amare, da far crescere nella pace e in libertà.
In scena un gruppo di sei attrici e attori di varie generazione della scuola genovese (Eva Cambiale, Paolo Li Volsi, Caterina Tieghi, Elisa Carucci, Pietro Desimio e lo stesso Carlo Orlando ) si muove seguendo una precisa partitura coreografica ideata da Claudia Monti; le musiche dal vivo a cura di Alessandra Ravizza accompagnano e caratterizzano i vari quadri: la compositrice ha creato una sorta di soundtrack in cinque movimenti, attingendo da sonorità e brani che spaziano tra i canti hiddish, ninna nanne, la tradizione palestinese, i beat e i campionamenti dell’elettronica, il folclore arabo e la canzone pop; scene e costumi portano la firma di Laura Benzi.
Caryll Churchill (Londra 1938), esordisce all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi. La sua prima commedia, Owners, fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre, che in seguito mise in scena anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire, 1976; Cloud nine, 1979). I suoi testi a tema storico e di costume, non convenzionali e fortemente impegnate, ma aliene da ogni forma di didatticismo, sono caratterizzate dalla brillante efficacia dei dialoghi e delle invenzioni; tra i suoi lavori, ricordiamo: Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006) e negli ultimi anni: Gli amici di Barbablu e Settimo Cielo. È considerata tra le più importanti e rappresentate autrici contemporanee. Le sue opere teatrali costituiscono un opus ricco e affascinante e affrontano temi di grande attualità, come femminismo e questioni di genere, guerra, colonialismo, abuso di potere. È stata pubblicata in Italia da case editrici come Costa & Nolan, Editoria & Spettacolo e Cue Press.
Info e biglietti telefono 010 5342 720, e-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
Sette bambine ebree. Pièce per Gaza
di Caryl Churchill; traduzione Masolino d’Amico
regia Carlo Orlando
interpreti Eva Cambiale, Paolo Li Volsi, Carlo Orlando, Caterina Tieghi, Elisa Carucci, Pietro Desimio
musiche eseguite dal vivo Alessandra Ravizza
partiture coreografiche Claudia Monti
scene e costumi Laura Benzi
aiuto regia Milo Prunotto
produzione Teatro Nazionale di Genova
Info utili
Orari:
Martedì 27/01 ore 20:30
Mercoledì 28/01 ore 20:30
Giovedì 29/01 ore 19:30
Venerdì 30/01/ ore 20:30
Sabato 31/01 ore 19:30
Domenica 01/02 ore 16:00