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L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova

L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova

Ogni città ha un luogo in cui la propria identità si rende più evidente. A Genova è il porto, linea di confine tra mare e terra, spazio in cui la memoria convive con una continua trasformazione. È da qui che prende avvio L’orizzonte del desiderio. Storie dai waterfront di Genova, la residenza che dall’11 al 18 marzo porta nel capoluogo ligure sette studentesse e studenti del Triennio in Fotografia di IED Torino per raccontare, attraverso le immagini, le metamorfosi del fronte mare cittadino e del Waterfront di Levante.

  • Il progetto, realizzato con Porto Antico di Genova, in collaborazione con Convention Bureau Genova e con il patrocinio della Camera di Commercio di Genova, rappresenta un momento centrale nel percorso di tesi del corso coordinato da Giulia Ticozzi. Per una settimana la città diventa laboratorio di ricerca e produzione: un territorio da attraversare, ascoltare e interpretare per costruire una narrazione per immagini capace di andare oltre gli stereotipi del paesaggio portuale e restituire la complessità delle trasformazioni in atto.
  • La scelta di Genova è profondamente simbolica. Città sospesa tra mare ed entroterra, è da sempre luogo di arrivi e partenze, di scambi economici e culturali, di aperture e contraddizioni. Come la Despina raccontata da Italo Calvino ne Le città invisibili, Genova cambia volto a seconda dello sguardo di chi la osserva: porto di partenze verso l’America nel Novecento, oggi spazio di approdo, permanenza e nuove comunità. È qui che questa tensione tra memoria e trasformazione si rende visibile, offrendo un terreno particolarmente fertile per una riflessione fotografica contemporanea.
  • Durante la residenza, i sette tesisti — Melissa Billotti, Silvia Bussolino, Giulia Franceschini Beghini, Penelope Siria Meneghetti, Fabiana Scalise, Sofia Valabrega e Luca Zanzone — svilupperanno ricerche personali a partire da un focus comune: la rigenerazione e i suoi effetti architettonici, urbanistici e socio-economici. La riflessione si concentra su due interventi chiave per la trasformazione di aree strategiche della città: il Porto Antico, riqualificato nel 1992, e il Waterfront di Levante, attualmente in fase di costruzione. Entrambi firmati da Renzo Piano, questi progetti segnano due passaggi emblematici nel rinnovato rapporto tra Genova e il mare: il primo ha restituito alla cittadinanza uno spazio storico riconnettendo il centro antico all’acqua; il secondo ne ridisegna oggi il profilo, proiettando la città verso una nuova dimensione urbana, culturale e produttiva.
  • Ne emergeranno sette progetti distinti ma complementari: il porto come spazio simbolico e reale della migrazione; un’indagine su Via Sottoripa e sul rapporto quotidiano dei lavoratori con il mare; la stratificazione nascosta del Porto Antico restituita attraverso un dispositivo interattivo che sovrappone archivi e immagini contemporanee; la verticalità genovese e il bisogno di piazza come luogo di relazione tra cittadino e paesaggio; l’Acquario come metafora della città, osservato nei suoi equilibri invisibili e nel lavoro silenzioso di chi lo sostiene; la Sopraelevata Aldo Moro come infrastruttura che genera esperienze percettive opposte, tra compressione e visione panoramica.
  • Attraverso fotografia, video, archivio, interviste e sperimentazione digitale, ogni studente declinerà la propria ricerca secondo un linguaggio diverso e coerente con la propria sensibilità, con l’obiettivo di restituire la complessità del waterfront genovese, le identità plurali, le tensioni e le possibilità che in esso convivono. Durante i giorni della residenza, inoltre, alcuni piccoli set fotografici saranno allestiti in diverse piazze del centro storico, rendendo ancora più tangibile il lavoro dei ragazzi agli occhi dei genovesi e dei turisti e trasformando lo spazio urbano in un luogo di incontro e condivisione. Un intervento che riflette e rende visibili i principi che guideranno l’intero percorso di tesi: ascolto del contesto, rielaborazione critica e progettazione consapevole.

Il risultato confluirà in una mostra fotografica che racconterà alla cittadinanza l’esito delle ricerche, offrendo uno sguardo inedito sulle trasformazioni urbane e rafforzando il dialogo tra istituzioni, territorio e nuove generazioni di autori.

 

Ied, Istituto Europeo di Design  

  • IED è un Gruppo internazionale, il più grande Network europeo di scuole Arte e Design ad aver mantenuto dal 1966 uno sguardo globale e una matrice culturale profondamente italiana. È presente con 11 sedi in 3 paesi, Italia, Spagna e Brasile e con 1 hub culturale a New York. In Italia, Ied opera attraverso la capogruppo che nel 2022 è stata trasformata in una Società Benefit con l’obiettivo di formalizzare il suo impatto positivo sulla società e sul pianeta. Ied è una scuola inclusiva e transdisciplinare che utilizza il design come linguaggio universale per il cambiamento. Ogni anno avvia progetti di innovazione in ambito formativo nelle discipline del Design, della Moda, della Comunicazione e del Management, delle Arti Visive, del Cinema, dell’Arte e del Restauro, sviluppando forme di apprendimento e nuovi modelli per interpretare il futuro. L’offerta formativa comprende corsi Undergraduate (Diploma Accademico di I° Livello - DAPL, Título de Grado en Enseñanzas Artísticas Superiores de Diseño - TGEA, Diploma de Bacharelado, Bachelor of Arts Hons - BAHons, Ciclo Formativo de Grado Superior, Diploma Accademico Magistrale Restauratore di beni culturali e Diploma IED), corsi Postgraduate (Diploma Accademico di II° Livello – DASL, Master di Primo Livello, Master IED, Postgrado, Pós-Graduação e Dottorato di Ricerca – PhD) e corsi Lifelong Learning. IED può contare su una rete di oltre 3.000 docenti, attivi nei rispettivi settori di riferimento, con cui collabora costantemente per assicurare il perfetto svolgimento delle attività di formazione delle sue sedi.

 

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Calendary 04-03-2026