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L'analfabeta

L'analfabeta (photo Masiar Pasquali)
Calendary Dal 15-01-2026 al 17-01-2026

Da giovedì 15 a sabato 17 gennaio, è ospite del Teatro Nazionale, "L’analfabeta" un lavoro originale a partire dagli scritti della scrittrice di origine ungherese Ágota Kristóf.

Dopo Trilogia della città di K, prodotto dal Piccolo nella stagione 2023/24 e vincitore di cinque Premi Ubu, tra cui Miglior Regia e miglior spettacolo, e del Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, un ritorno alla prosa scabra e tagliente della Kristóf, costretta dalla vita a esprimersi in una lingua sconosciuta. Federica Fracassi come nello spettacolo corale Trilogia della città di K torna a incarnare Ágota K. in un nuovo spettacolo, ideato ancora una volta con Fanny & Alexander (Chiara Lagani per traduzione, adattamento e costumi e Luigi Noah De Angelis per regia, scene, luci e video).

In scena, una donna siede al suo tavolo di operaia di una fabbrica di orologi, in Svizzera. È Ágota Kristóf. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro: le macchine hanno un ritmo regolare che scandisce i versi. Nel suo cassetto la donna ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. Ágota non conosce la lingua del posto, ma scrive e pensa in quell’idioma ignoto, che le è nemico. In fabbrica, del resto, è difficile riuscire a parlarsi in qualsiasi modo: le macchine fanno troppo rumore. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Vorrebbe dire qualcosa di sé, ma per farlo deve inventarsi delle maschere. E così, inaspettatamente, ci troviamo nei suoi romanzi. Ágota diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line…

Ma solo per un attimo.

Ci ritroviamo in mezzo a un sogno oppure al centro di un ricordo denso della sua infanzia, solo così la scrittrice può dirci quel che sa. Ma poi si torna sempre in quella stanza, col ticchettio degli orologi e il suono del presente. La lingua in cui la donna ci parla non l'ha scelta lei. Le è stata imposta dal caso, dalle circostanze. Farà come meglio potrà. È una sfida. La sfida di un’analfabeta.

Federica Fracassi sulla scena incarna Agota Kristof: stessi occhiali, stessi capelli, stessa prossemica. Prima ancora di scoprirla al suo tavolo di lavoro, la soggettiva del suo sguardo, mediante una proiezione, indaga le componenti di un orologio, nell’atto del suo assemblaggio. Il suo racconto ha origine nello spazio costretto di questo lavoro minuzioso, regolato, ossessivo, maniacale. Quando la scopriamo, dietro a un tulle, come sospesa nel buio di una caverna, intenta al suo tavolo di lavoro, mescolata alla proiezione, scopriamo che indossa una lente/monocolo sull’occhio destro, che ingrandisce il lavoro che sta svolgendo con delle pinzette e altri strumenti. A questa lente è connessa una microcamera che testimonia nel tempo presente il suo sguardo, proiettandolo sul tulle, oppure su un piccolo pannello di led wall sopra di lei, che svolge una duplice funzione, a seconda della sua inclinazione: quella di illuminare il suo tavolo di lavoro, mediante l’uso di monocromi di colore, oppure quella di riverberare ulteriormente il suo stesso volto, intento nel ricordo e nel racconto, o nel portarci in altri luoghi e tempi compresenti, quelli del suo universo immaginale e creativo. La scena si fa così specchio della stratificazione emotiva, psichica, materiale da cui nasce il suo racconto e pensiero, immergendoci nella complessità labirintica dei suoi ingranaggi.

Il sound design indaga la possibilità di allargare e far vivere in maniera immersiva l’interstizio sonoro tra due rintocchi ossessivi, privilegiando la ridondanza del ticchettio e l’idea dell’ingrandimento esasperato meccanismo, che, moltiplicandosi, deformandosi, distendendosi, si fa motore generativo, cardiologico del racconto e vettore anamorfico per ulteriori mondi.

La produzione dello spettacolo è di E Production, Piccolo Teatro di Milano / Teatro d’Europa, Teatro Stabile di Bolzano (in collaborazione con Romaeuropa Festival, Olinda/TeatroLaCucina, AMAT e Comune di San Benedetto del Tronto).

L’analfabeta è anche un libro - L’analfabeta. Racconto autobiografico (Casagrande 2005).

Informazioni

L’analfabeta è in scena al Teatro Gustavo Modena, da giovedì 15 a sabato 17 gennaio: giovedì e sabato lo spettacolo inizia alle ore 19:30; venerdì, alle 20:30
Info e biglietti: telefono 010 5342 720 - email teatro; email biglietteria

 

Info utili

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Orari:

Giovedì e sabato ore 19:30
Venerdì ore 20:30

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