Giovanni Bernardo Carbone. Un ritrattista "alla moda" nella Genova di metà Seicento
Nei decenni centrali del Seicento si affermò a Genova, soprattutto come ritrattista, Giovanni Bernardo Carbone, a cui per la prima volta viene dedicata una mostra monografica costituita da una trentina di capolavori.
L'esposizione
Da un lato è proposta la parabola artistica di un pittore che seppe indirizzare la committenza genovese verso una tipologia ritrattistica di alto livello, basata sulle attese di una generazione di nobili abituati, già dagli anni Venti, a rapportarsi con il celebre fiammingo Anton van Dyck; dall’altro è verificabile l’evoluzione della moda, soprattutto femminile, in un momento di progressivo passaggio dall’austera foggia spagnola all’entusiastica accoglienza dei più flessuosi e decorativi modelli francesi, per altro contemporaneamente diffusi in gran parte dell’Europa.
L'artista
Allievo di Giovanni Andrea De Ferrari, che a sua volta fu formato da Bernardo Strozzi , Carbone maturò una spiccata propensione verso la ritrattistica, osservando attentamente gli esiti di Van Dyck, a Genova nel corso degli anni Venti quando Giovanni Bernardo era bambino. Un soggiorno a Venezia, condotto tra il 1652 e il 1658, gli permise di visionare direttamente le opere che Strozzi dipinse in Laguna e i testi pittorici realizzati dai grandi ritrattisti del Rinascimento veneziano, Tiziano e Tintoretto. Dagli anni Sessanta Carbone intensificò la sua attività, proprio in un momento in cui venne potenziata l’attenzione verso la moda francese e il ritratto conobbe una maggior fortuna in parte giustificata anche dalla sconcertante ondata pestilenziale del biennio 1656-1657.
Attraverso la varietà dei tessuti, la preziosità dei gioielli, le elaborate acconciature e i virtuosistici merletti emergono complesse fogge, maschili e femminili, che, pur tenendo conto delle rigide leggi suntuarie stabilite dalle Repubblica di Genova, recepirono in tempo reale le suggestioni europee più in voga. La moda dunque, creata grazie ai seatieri e ai ricamatori ma anche a figure di sarti genovesi che confezionavano tessuti provenienti dalla Francia, da Napoli e da Venezia, risulta un punto di vista privilegiato per osservare la stretta connessione tra Genova e le tendenze socioculturali irradiate dalle maggiori potenze europee.
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Orari:
Giovedì e Venerdì: 15:00 -18:00
Sabato, Domenica e Festivi: 10:00 -:18:00