Che Festival 2026. Dalla Città al Mondo. La musica non aspetta la pace. La crea
In un tempo attraversato da guerre, crisi umanitarie, disuguaglianze e confini sempre più chiusi, esiste a Genova ancora un luogo in cui la cultura non è intrattenimento fine a sé stesso, ma uno strumento reale di partecipazione collettiva.
Il Che Festival
Nella sede di Music for Peace in via Balleydier 60, torna una delle esperienze musicali e culturali più partecipate e riconoscibili del panorama nazionale: quattordici giorni consecutivi di musica, teatro, incontri, comicità, dibattiti, laboratori e spettacoli dove il biglietto d’ingresso non si paga in denaro, ma con la donazione di beni di prima necessità.
- Ogni giorno il Che Festival apre i propri spazi alla città trasformando Genova in un grande laboratorio umano, culturale e sociale capace di unire artisti, volontari, cittadini, scuole, associazioni e realtà locali e internazionali attorno a un principio semplice quanto potente: partecipare significa prendersi cura degli altri.
- Oltre 500 eventi, più di 500 artisti coinvolti, 70 volontari attivi ogni giorno e migliaia di persone attese per un’edizione che si annuncia come la più partecipata di sempre.
- Ma il Che Festival non è soltanto un festival. È un luogo dove la musica incontra la responsabilità. Dove la cultura genera aiuto concreto. Dove la partecipazione collettiva diventa una risposta reale all’indifferenza.
- Nel 2025, grazie alle donazioni raccolte durante il festival, Music for Peace ha raccolto oltre 50 tonnellate di beni di prima necessità, aiuto diretto a più di 500 famiglie sul territorio, persone senza dimora e civili colpiti dalle emergenze umanitarie internazionali.
Un Festival “Dalla città al mondo”
Da oltre quindici anni il Che Festival rappresenta qualcosa di unico nel panorama italiano ed europeo: una manifestazione costruita interamente attraverso la partecipazione volontaria di artisti, operatori culturali e cittadini.. Nessun cachet. Nessuna logica commerciale. Nessun biglietto tradizionale. Solo la volontà condivisa di trasformare la musica e la cultura in uno strumento capace di produrre impatto reale. Il risultato è una manifestazione trasversale, popolare e profondamente contemporanea, in cui generazioni, linguaggi artistici e sensibilità diverse convivono nello stesso spazio.
Musica
Il programma musicale del Che Festival 2026 attraversa generi, storie e generazioni differenti, confermando la vocazione inclusiva e contaminata della manifestazione. Tra gli ospiti più attesi: Persiana Jones, Folkstone, Fratelli di Soledad, Matrioska, Klasse Kriminale e Paletta and Friends con la partecipazione di elementi dei Punkreas, insieme a decine di band provenienti da tutta Italia e dalla scena indipendente ligure.
- Sul palco si alternano ska, reggae, punk, folk, rock, cantautorato, world music e Djset in una line-up costruita non attorno alle classifiche, ma attorno all’idea di comunità.
Cabaret e comicità
Torna anche il “Cabaret for Peace”, uno degli appuntamenti più amati dal pubblico, con protagonisti storici della comicità ligure e nazionale. Tra gli ospiti confermati: Daniele Raco, Antonio Ornano, Enrique Balbontin, Andrea Di Marco, Andrea Carlini e molti altri artisti che negli anni hanno scelto di sostenere il progetto di Music for Peace mettendo la propria arte al servizio della solidarietà. Uno spazio dove si ride, ma senza mai smettere di guardare la realtà.
Incontri, attualità e partecipazione civile
Sempre più centrale il programma dedicato agli incontri pubblici, ai dibattiti e alle presentazioni editoriali, cresciuti sensibilmente rispetto alle passate edizioni. Il Che Festival 2026 ospita giornalisti, rappresentanti istituzionali, scrittori, attivisti, diplomatici e protagonisti del mondo culturale e politico italiano e internazionale.
- Attesi, tra gli altri: Giovanni Mari, Mona Abu Amara, Ambasciatrice Palestinese, Arturo Scotto, Marco Croatti, Angelo Bonelli, Benedetta Scuderi, Brando Benifei, Eleonora Evi, Laura Boldrini, Marcos Hernandez Sosa, Console Cubano in Italia, Barbara Schiavulli, Anna Maria Selini, Emanuela Pala, Matteo Macor e Francesca Moriero.
- Un programma pensato per riportare al centro il confronto pubblico, la consapevolezza e il valore del dialogo in un momento storico segnato da conflitti globali, polarizzazione sociale e crisi umanitarie sempre più profonde.
Gli stand: artigianato, sapori e culuture
Il Che Festival è anche un grande percorso tra artigianato, creatività e sapori dal mondo. Negli stand presenti durante le due settimane è possibile incontrare artigiani che lavorano direttamente sul posto, trasformando materiali e idee in oggetti unici: quadri realizzati con filo e chiodi, grimori e creazioni in carta, abiti cuciti a mano e ricami, kokedama e composizioni botaniche, toppe colorate, oli essenziali, spezie e infusi, giochi artigianali, gioielli in resina, ceramica e creta.
- Ampio spazio anche al food e beverage con la presenza di locali e realtà gastronomiche genovesi e internazionali: dal pesto ligure ai sapori speziati della cucina tamil, dagli hamburger più amati della città alle specialità persiane, passando per birre artigianali inglesi e locali, vino, gelati, crêpes e cucine tradizionali provenienti tra tutte da Liguria, Puglia, Ecuador, Perù, Senegal, Eritrea, Iran e molte altre culture del mondo.
La città che partecipa
Tra gli elementi più significativi di questa nuova edizione emerge la crescita della partecipazione cittadina. Negli ultimi anni il Che Festival è diventato molto più di un appuntamento culturale: è uno spazio collettivo riconosciuto dalla città come luogo di incontro, aggregazione e impegno civile.
- Scuole, associazioni, gruppi informali, famiglie, volontari e giovani partecipano ogni anno alla costruzione del festival trasformandolo in un’esperienza condivisa che supera i confini dell’evento tradizionale. Per due settimane Genova si trasforma così in una comunità aperta, solidale e in movimento.
Oltre il Festival
Ogni pacco di pasta, ogni scatoletta, ogni farmaco, ogni materiale scolastico donato durante il Che Festival non resta simbolico. Tutto ciò che viene raccolto viene selezionato, smistato e distribuito direttamente dai volontari di Music for Peace sul territorio e nelle missioni umanitarie internazionali. Senza intermediazioni. Senza filtri. Senza speculazioni. È questa la differenza che rende il Che Festival qualcosa di unico. Non un evento che parla di solidarietà. Ma un evento che la pratica concretamente.
Informazioni
- Dove: Music for Peace Via Balleydier 60 – Genova (zona elicoidale San Benigno, Sampierdarena)
- Ingresso: Generi di prima necessità, alimenti non deperibili
- Programma completo e aggiornamenti su questo sito
- Facebook: Music for Peace Creativi della Notte
- Instagram: @musicforpeace_official TikTok: @musicforpeacege
Info utili
Orari:
Dalle 12:00 a mezzanotte