Parco Villa Pallavicini a Pegli

Immaginate una storia fantastica. Immaginate un cavaliere che, come Lancillotto, si lancia in un viaggio avventuroso che ha per premio la conquista della purezza. Immaginate che la storia si svolga fra castelli gotici e templi romani, fra scorci d’Oriente e incontri con feroci coccodrilli. E immaginate che tutto questo si possa vivere in prima persona, ogni giorno, a pochi chilometri dal centro di Genova.

Stiamo parlando di Villa Durazzo Pallavicini, il parco storico romantico realizzato nella prima metà dell’Ottocento su commissione del Marchese Ignazio Pallavicini e su progetto dell’architetto Michele Canzio, all’epoca scenografo del Teatro Carlo Felice, che creò una vera e propria rappresentazione teatrale.

Il parco, che si estende su 8 ettari con le sue 15 maestose scenografie, partendo da una Tribuna gotica, vi porterà tappa dopo tappa fino al Castello del Capitano, al culmine della collina, incontrando templi, obelischi, grotte, laghi (il Lago Grande è un angolo di paradiso), pagode, alberi rari e maestosi, come in una favola romantica che accompagna i visitatori in un viaggio ricco di significati esoterici e filosofici, attraverso i secoli e le culture.

La Villa cui è legato il Parco fu residenza estiva dei Marchesi; oggi è sede del Museo di Archeologia Ligure e custodisce reperti che vanno dalla preistoria all’epoca romana.  

Nel 2017 il Parco si è guadagnato il titolo di Parco più bello d’Italia. In primavera è possibile godere anche della fioritura del più antico camelieto d’Italia.

Trovarsi a Pegli è già un po’ come essere in Riviera: non a caso nell’Ottocento era una privilegiata meta estiva di nobili, borghesi e intellettuali del nord Italia, ma anche europei. Ce lo ricordano ancora il bel lungomare, le case eleganti dalle facciate colorate, la spiaggia.

Tra teatralità ed esoterismo
Lunghi studi hanno infatti permesso agli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino – dell’Associazione (ATI) Villa Durazzo Pallavicini a cui il Parco è affidato in concessione - non solo di portare avanti, dal 2010 al 2016, un restauro filologico e capillare ma soprattutto di rinvenire le antiche motivazioni che stanno alla base della realizzazione di questa grande opera, ideata come uno spazio onirico che è al tempo stesso luogo di ludiche passeggiate e di iniziazione esoterica e massonica. Concepita dal marchese Ignazio Alessandro Pallavicini e dal suo architetto, Michele Canzio, entrambi presumibilmente esoteristi e massoni, la struttura di questa fantastica rappresentazione è una organizzazione teatrale-scenografica che nel Parco si concretizza e sviluppa in un racconto in tre Atti, ognuno composto da quattro scene, precedute da un Prologo e un Antefatto, e concluso con un Esodo. Ogni scenografia è composta da una vegetazione particolare, da acque, arredi e architetture negli stili più vari - neogotico, neoclassico, esotico, chinoiserie, rustico - il tutto coordinato da una progettazione sapiente che accosta i saperi dello scenografo a quelli del grande architetto e artista volitivo. In questa rappresentazione paesaggistica e teatrale il visitatore consapevole diventa, dunque, oltre che un turista, anche l’attore di questa commedia mirata alla ricerca del proprio Sé, in una sorta di melodramma che lo trascina ad incontrare la Natura, la Storia ed infine il Futuro personificato dal Paradiso Terrestre dedicato alla dea Flora.
 
Le ambientazioni botaniche
Ognuno dei tre atti del racconto scenografico-filosofico è caratterizzato da associazioni vegetali ben definite. Il primo atto è un lungo percorso attraverso viali e ambientazioni caratterizzate  prevalentemente da vegetazioni particolari, spesso antitetiche le une alle altre, come l’ambiente della montagna, quello dell’Oasi esotica e quello delle piante da fiore. Proprio in questo tratto si sviluppa il famoso Viale delle Camelie, costituito da oltre 150 esemplari di Camellia japonica, di cui molti appartenenti al periodo di costruzione del giardino. Si tratta del raggruppamento più vasto e più antico di camelie d’Italia che, tra la metà di febbraio e l’inizio di aprile, regala la straordinaria emozione di camminare in un tunnel di corolle che ricoprono sia le alte fronde che il sentiero.
Il secondo atto è tutto ambientato in un bosco mediterraneo che appare spontaneo benché sia stato invece completamente impiantato per volere dei suoi costruttori. Il terzo atto presenta una sorta di ambientazione incantata, oggi favorita dalla crescita di alcuni esemplari arborei particolari come la grande Canfora e il maestoso Cedro del Libano che vivono sulla riva del Lago Grande, all’interno della scenografia del Paradiso Empireo. È lasciato invece alla scena del Paradiso Terrestre il compito di inondare i Giardini di Flora di piante da fiore, siano esse camelie, primule, iberis, salvie, begonie, iri o quant’altro il direttore e i giardinieri vogliono, di stagione in stagione, regalare ai visitatori.
 
La storia del Parco Durazzo Pallavicini
Realizzato tra il 1840 e il 1846 per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini su progetto dell’architetto, decoratore e scenografo Michele Canzio, si estende su una superficie di circa otto ettari, sulle pendici di una collina scoscesa dirimpetto al mare, territorio completamente rivisitato durante i lavori di costruzione tramite imponenti movimenti di terra, al fine di realizzare sentieri, laghi, piazzali ed edifici stupefacenti. Inizialmente il complesso è stato realizzato senza l’intento di renderlo pubblico, ma nel tempo il marchese decise di concederne la visita a chiunque lo desiderasse e così, nel giro di pochi anni, il Parco divenne talmente famoso nel mondo da registrare oltre 20.000 visitatori all’anno, provenienti soprattutto dall’Europa e dall’America. Nel 1928, dopo tre generazioni, il parco, il palazzo, l’orto botanico e tutte le dipendenze sono state donate al Comune di Genova. Oggi il parco è affidato in Concessione alla Associazione (ATI) Villa Durazzo Pallavicini che, attraverso gli architetti Fabio Calvi e Silvana Ghigino, dal 2010 al 2016 ne ha curato il restauro, oltre ad occuparsi della gestione turistica e della manutenzione con lo scopo di conservarlo e valorizzarlo e protrarre nel tempo una azione di restauro costante. Il Parco Durazzo Pallavicini è al primo posto tra i Luoghi del Cuore FAI in Liguria ed è al 37° in Italia.
 
Informazioni pratiche e visite
Il Parco è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’inizio di marzo all’inizio di novembre.
Aperture straordinarie sono previste per l’inizio della fioritura delle camelie negli ultimi due weekend di febbraio.
Nei weekend di luglio e agosto sono previste aperture dei giochi d’acqua dell’Esodo. È possibile visitare il parco con l’ausilio di audio guida o con guida cartacea o partecipare alle visite guidate di tipo scenografico, botanico o agli Incontri con il Direttore durante i quali si rivive il percorso esoterico- massonico. Dai due ultimi weekend di febbraio al primo di aprile è possibile partecipare alla visita guidata “Il camelieto, le sue particolarità e la sua storia” accompagnati dal direttore. Nei weekend è aperto il bar bistrot alla Casa delle Tortore.
 
Biglietti
Intero 10 euro
Ridotto Over 8 euro (over 65, residenti nel comune di Genova,, disabili, soci ICOM)
Ridotto Under 5 euro (7-18 anni (ridotto giovani), gruppo scuole (7-18 anni), soci Amici di Villa Durazzo Pallavicini)
Biglietto cumulativo (Parco + Museo) euro 12
Pacchetto Famiglia 22 euro (2 adulti + 1 bambino tra i 7 e i 18 anni) Visite guidate a partire da 10 euro
 
Contatti
Tel. 010 8531544, info@villadurazzopallavicini.it www.villadurazzopallavicini.it

Per visitare Villa Durazzo Pallavicini occorre verificare gli orari e le modalità di accesso in sicurezza.

Pegli si raggiunge dal centro città in treno in circa 20 minuti; o con il servizio marittimo Navebus, che permette di arrivare via mare, con un affascinante percorso. Il battello parte dal Porto Antico, occorre verificare le modalità di accesso in sicurezza. Il servizio Navebus può essere sospeso in caso di condizioni meteomarine avverse.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito web ufficiale.

Info utili