E Morte non avrà dominio
Un’occasione irripetibile per assistere all’incontro in scena tra Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla e per ascoltare in anteprima, dal vivo, quindici nuove canzoni di Capossela che troveranno posto successivamente nel suo prossimo lavoro discografico, in uscita a gennaio 2027.
Lo spettacolo
Si tratta della prima incursione di Capossela in un genere – la ballad opera - in cui canzone, parola, voci e presenze sceniche costruiscono insieme la drammaturgia: i brani che costituiscono l’ossatura stessa dello spettacolo non vengono semplicemente eseguiti, ma rappresentati, prendendo vita dentro la scena insieme ai loro personaggi, dialogano tra loro e si intrecciano alle parole, alle voci e alle presenze che la abitano. È da questo intreccio che prende forma la struttura drammaturgica di E Morte non avrà dominio, in una partitura teatrale in cui le canzoni diventano materia stessa della rappresentazione. Dedicata alla memoria dell’amico e dj radiofonico scomparso prematuramente Renato Striglia, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood senza portarla a termine, E Morte non avrà dominio è un’opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo attraverso i caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi che compongono lo strambo villaggio di Llareggub, che affollano la solitudine: di Capovilla. Il quale attraversa lo spettacolo come guida, naufrago e custode di memorie, costruendo un dialogo continuo tra racconto e canzone e trasformando il teatro in uno spazio abitato da presenze, richiami lontani e visioni che affiorano dall'oscurità. Lo spettacolo, una produzione Imarts, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa, avrà un tempo preciso, lungo solo una stagione teatrale.
Al centro della scena
E' Pierpaolo Capovilla, invitato da Capossela a condividere un racconto che parla di amicizia, di comunità e di quell’”epica del fallimento” che attraversa la vita di molti dei personaggi evocati nello spettacolo. Solo con un gatto, adagiato in una vasca come in un’arca di Noè, Capovilla viene visitato dalle presenze della comunità del vissuto, incarnazione allo stesso tempo di Renato, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese. Accanto ai due protagonisti, musicisti, cantanti d’opera, interpreti e voci registrate danno vita a una comunità in continua metamorfosi. Le loro presenze si rincorrono come segnali radio. . In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove solitudini, il nuovo spettacolo di Vinicio Capossela sceglie di schierarsi dalla parte della pluralità, della fragilità e della vita. Perché, come scriveva Dylan Thomas, la morte non avrà dominio.
Crediti
- Testi e musiche di Vinicio Capossela
- Regia, messa in scena, scenofonia e luci collettivo La Cùpa
- Scene Giuliano Spinelli
- Realizzazione e progettazione costumi a cura della Sartoria Teatro Due
- Disegno luci Loic Hamelin
- Aiuto regia Gaia Barco
- con Vinicio Capossela, Pierpaolo Capovilla, Vincenzo Vasi, Alessandro “Asso” Stefana, Raffaele Tiseo, Riccardo Loda, Irene Sciacovelli, Elvis Zini, Gaia Barco
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