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TNG - MIO PADRE E' SYLVESTER STALLONE _ Davide Niccolini _ @Francesca Capasso _ 02
Calendary Dal 03-12-2026 al 08-12-2026

Mio padre è Sylvester Stallone

Un monologo in cui Davide Niccolini - già visto in scena la scorsa stagione ne Il lutto si addice ad Elettra, regia di Davide Livermore, e nello spettacolo tratto da Murakami, regia di Francesco Biagetti, insieme ai  giovani compagni ex allievi della Scuola di recitazione “Mariangela Melato” traccia un racconto coinvolgente tra agonismo, cadute e rinascite. Una vita "piccola" come tante che, a tratti, sembra un racconto epico. Quante vite incredibili esistono?  Quante possibilità di rinascita ? 

 

 Lo spettacolo

Ideato dalla compagnia Adda - Leonardo Ceccanti (drammaturgia), Matteo Ceccantini (regia e luci), Davide Niccolini (attore) – tre giovani di Livorno, nati tra il 1998 e 1999, che hanno lavorato per tappe alla sua realizzazione a partire dal Premio Scenario 2025 di cui è stato finalista, l’anteprima nella rassegna Futuropresente - Nuove scritture per la scena italiana su Rai Radio3 e il debutto al Festival di Radicondoli, lo scorso luglio.

 

Sinossi

Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50. A 6 anni incontra il padre rinchiuso in manicomio. Il padre non riconosce il figlio e delirando gli urla «Tu non esisti!». Riccardo cresce povero in un quartiere popolare. Salta la scuola, passa il suo tempo per strada tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera, la sua vocazione. Riccardo può esistere e sfidare la maledizione paterna. Trova un secondo padre, il suo allenatore. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. A soli 22 anni arriva settimo alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Pensa che poteva fare meglio ma le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 saranno sue. Riccardo è uno degli atleti più attesi. Ma come in ogni storia, a ogni ascesa corrisponde una caduta. Un grave incidente in auto e Riccardo cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. L’allenatore lo abbandona. Riccardo non esiste più. Vende magliette per strada e guarda gli altri allenarsi. Poi arriva l’illuminazione per riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono più ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Vince tornei su tornei, diventa l’uomo più forte d’Italia e viene intervistato da giornali e tv nazionali. Vola a Las Vegas per girare Over the Top insieme a Sylvester Stallone ma la sua scena viene tagliata dal montaggio finale. Un altro tentativo di esistenza smarrito nel tempo. Apre una palestra, mette su famiglia e oggi, nonostante tutto, la lotta fa ancora parte della sua vita. Allena suo figlio Davide che in realtà vuole fare l’attore. Conosce a menadito la storia di suo padre, sa raccontarla in ogni modo e oggi ha deciso di metterla in scena. Ma ogni padre è un po’ una figura a sé. Tutti sono accomunati da un certo mistero che si portano dietro, da quando ancora non c’era nessuno a far loro da figli. Una storia da ricostruire scena per scena, cercando in ogni dettaglio o primo piano il senso di certi silenzi che ancora pesano tra un padre e un figlio. Questa storia non è un film. Se le fosse sarebbe «tratto da una storia vera». Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna, in un racconto che oscilla tra l’ammirazione e la messa in discussione di una figura che sembra intoccabile.

 

La musica

La storia di Riccardo è intrecciata con gli Stati Uniti, nasce il 4 luglio, giorno in cui si festeggia l’indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra, cresce nella cultura dell’Italia post-bellica, filo americana e ottimista verso il futuro, contagiata dal sogno di oltreoceano e dalla cultura individualista del capitalismo americano: è un uomo che in qualche modo si è fatto da solo nonostante mille difficoltà, che come lo Stallone di Over the top (che Riccardo arriva a conoscere di persona a Las Vegas, partecipando alle riprese del film) crede che la vita sia sempre una lotta e che solo i duri riescano a tenerle testa. La prima parte dello spettacolo, che presenta Riccardo e la sua ascesa come atleta, velocissima e sensazionale vede perciò brani musicali dalle sonorità del rock anni ‘70, chitarre elettriche distorte e sintetizzatori, accordi trionfali che riempiono il momento in cui nasce Riccardo, prevedendone le imprese e accompagnandoci nella sua infanzia di espedienti e vita di strada. Tutto va a dipingere una cavalcata impossibile, che termina con i Black Sabbath diffusi dalla radio dell’auto di Riccardo, che sfreccia sul lungomare di notte: ha appena ritirato il premio “atleta dell’anno” e sta per compiere un frontale quasi mortale. La seconda parte del racconto è meno ingombrante, c’è sempre una radio ma non riempie più la scena, è piuttosto il sottofondo di uno dei momenti cruciali della vita di Davide, quando decide di confessare a suo padre, che lo ha accompagnato a scuola, di non volersi più allenare per diventare un lottatore. Le sonorità piene e a tratti barocche degli anni ’70 lasciano spazio a un paesaggio sonoro più rarefatto e contemporaneo, fatto di poche note, capaci di raccontare il percorso e le difficoltà del figlio per contrasto e a confronto con quelle del padre.

 

Il collettivo

A.d.d.a. è un collettivo under 30 nato nel 2017 a Livorno. Dal 2021 la Compagnia realizza spettacoli tratti da drammaturgie originali tra cui Canzone per l'Apocalisse (2021), selezionato dal Festival Dominio Pubblico di Roma; Diario dei falliti (2022), progetto passato alla seconda fase della Biennale College di Venezia 2022; Eterno ripetersi banale (2023), vincitore del Festival Opera Prima del Teatro de Linutile 2024 di Padova e vincitore del Festival Inventaria 2024 a Roma. A ottobre 2025 ha debuttato il loro ultimo spettacolo dal titolo muoiono tutti. ispirato a Romeo e Giulietta. Mio padre è Sylvester Stallone è finalista al Premio Scenario 2025 e ha debuttato al Festival di Radicondoli, luglio 2026. Il collettivo ha preso parte alle edizioni 2024 e 2025 di ExPolis, azione di teatro urbano promossa dal Teatro della Contraddizione di Milano. Il gruppo si occupa di formazione presso il Nuovo Teatro delle Commedie in cui trova sostegno e residenza dall’Associazione “Pilar Ternera”.

 

Davide Niccolini 

Diplomato nel 2025 all’Accademia del Teatro Nazionale di Genova. Nel 2021 ha conseguito con 110 e lode la laurea triennale in Discipline dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Il suo percorso artistico si sviluppa tra teatro, televisione e pedagogia. In ambito teatrale ha preso parte a numerose produzioni, collaborando con registi e istituzioni di rilievo, tra cui Il lutto si addice ad Elettra (2025-2026), diretto da Davide Livermore. Con Mio padre è Sylvester Stallone, monologo prodotto da Teatro Nazionale di Genova, Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno e sostenuto da Amat. Con quest’ultimo progetto, insieme alla Compagnia Adda, è stato finalista al Premio Scenario Periferie 2025, lo spettacolo inoltre è in onda con FuturoPresente per Rai Radio 3. Tra gli altri lavori recenti figurano Sputnik Sweetheart (2025), progetto di Aruanda Teatro, regia di Francesco Biagetti, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova, Anna di Tommaso Fermariello, testo vincitore della rassegna De Gustibus 2025, e Paulina, tratto da La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman, progetto sostenuto dal Comune di Livorno per il Centro Donna. È stato anche in scena con Chi ha ucciso Adriana Lecouvreur?, produzione del Teatro Nazionale di Genova con la regia di Elisabetta Pozzi. Con la compagnia Pilar Ternera lavora in Pinocchio e Alice, diretto da Francesco Cortoni. Il suo percorso comprende anche esperienze televisive (Romanzo Famigliare, 2017, regia di Francesca Archibugi;  I Medici 3 – 2018, regia di Christian Duguay, L’amica geniale - 2019, regia di Saverio Costanzo).

 

Info e biglietti 

  • telefono 010 5342 720; e-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietteria@teatronazionalegenova.it
  • Giovedì 5 novembre  in occasione della replica delle 19:30, segue un altro appuntamento del progetto Cherry on Top, ideato dalla direttrice artistica Junior Princess Isatu Hassan Bangura, momenti after-show per aprire gli spazi del teatro a nuove occasioni di incontro, condivisione e divertimento oltre il palcoscenico.
  • Servizio Navetta: martedì 3 e mercoledì 4 novembre è previsto il servizio navetta andata e ritorno, con partenza dal Teatro Ivo Chiesa, fermata intermedia a piazza De Ferrari, per gli spettatori che dal centro desiderano recarsi a Sampierdarena. Il servizio è realizzato in collaborazione con Asef, servizio su prenotazione presso le biglietterie al numero telefonico  010 5342 400 (attivo dal martedì al sabato ore 10:00-13:00 e 15:00-18:00) o scrivendo alla mail  biglietteria@teatronazionalegenova.it

 

 

Nützliche Info

Clock

Timetables:

martedì, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle 20:30; giovedì e sabato 19:30; domenica 16:00