Pellegrinaggi metropolitani: anteprima
Anteprima di “Pellegrinaggi metropolitani. Passi, parole e musica per rammendare i margini” dedicato nel 2026 al tema “Trasformazioni”. Il festival ideato e diretto da Sergio Maifredi inizia lunedì 29 giugno 2026 con due appuntamenti all’Abbazia di San Nicolò del Boschetto a Cornigliano: alle ore 19 il giornalista e scrittore Massimo Minella è autore con Danila Suzzi e unico interprete di “C’era una volta un gasometro”, su una delle trasformazioni che la città ha vissuto nel corso dei decenni. Alle ore 21 va in scena la nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro dei Georges Simenon che raccoglie taccuini di viaggio scritti per sé, presentati per la prima volta in forma teatrale con la regia di Sergio Maifredi, l’interpretazione di Mino Manni, la musica originale di Roberto Frati eseguita dal vivo da Fabio Battistelli al clarinetto, Riviera Lazeri al violoncello, Clarice Binet al violino.
Tema, programma e progetto
Il tema “Trasformazioni” percorre tutto il festival che si estende da giugno a settembre, organizzato in forma itinerante nei quartieri cittadini che più hanno vissuto importanti cambiamenti, quasi epocali: Cornigliano, Sestri Ponente, Erzelli, Multedo, Coronata, Pra’. Il programma completo sarà diffuso successivamente. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, consigliata la prenotazione al numero 351 4472182 solo whatsapp. “Pellegrinaggi metropolitani” è un progetto ideato e organizzato da Sergio Maifredi e Teatro Pubblico Ligure, vincitore del bando nazionale del Ministero della Cultura che lo sostiene con il Comune di Genova, in collaborazione con i Municipi della Città.
C’era una volta un gasometro
“C’era una volta un gasometro” di Massimo Minella e Danila Suzzi con Massimo Minella è dedicato all’enorme contenitore che lascia un segno impossibile da ignorare nel paesaggio del Ponente di Genova. «C’era una volta un gasometro. Non un semplice scheletro di ferro, ma un respiro trattenuto nel tempo, una cattedrale vuota che ancora conserva l’eco del lavoro», inizia a raccontare Minella. A Campi, accanto al nuovo ponte San Giorgio che attraversa il Polcevera, il vecchio gasometro se ne sta in piedi a guardia di ciò che è stato e di ciò che potrebbe ancora essere. È un cilindro, sì, ma è anche una memoria verticale. Un tempo conteneva gas, energia compressa, oggi contiene silenzio. Ma che cos’è il silenzio, se non un’altra forma di racconto? Dentro le sue pareti, invisibili, restano sospese le frasi interrotte, la fatica, il ritmo metallico delle città industriali che non dormivano mai. E ora che il cuore è vuoto, ora che il suo compito è finito, il gasometro resta. Resta come fanno le cose che hanno avuto senso, mentre Genova gli passa accanto, a volte distratta, a volte frettolosa. E invece sarebbe necessario rallentare e ricordare. Ricordare che ogni ferro arrugginito è una storia ancora calda, che ogni vuoto può essere riempito di futuro. Forse il gasometro non chiede molto: solo uno sguardo che sappia fermarsi, solo orecchie che accettino di ascoltare anche ciò che non fa rumore. Perché sotto la ruggine c’è ancora un battito, lento, ostinato, come la città che gli sta attorno. E avvicinandoci, in silenzio, senza pretendere, forse lo sentiamo anche noi: un respiro antico che non vuole finire.
Il Mediterraneo in barca
Alle ore 21 va in scena la nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure, “Il Mediterraneo in barca” tratto dal libro di Georges Simenon, con la regia di Sergio Maifredi, l’interpretazione di Mino Manni e la musica originale di Roberto Frati eseguita dal vivo da Fabio Battistelli al clarinetto, Riviera Lazeri al violoncello e Clarice Binet al violino. Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter abile e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti «per sé», per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo durante l’estate del 1934 – da Porquerolles alla Tunisia passando dall'Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie.
«Georges Simenon – scrive il regista Sergio Maifredi - è probabilmente lo scrittore che ho letto di più in vita mia. La scoperta dei reportage è stata però una rivelazione recente. In quelle pagine emerge un Simenon meno narratore e più osservatore, capace di decifrare la realtà come un detective cerca ciò che si nasconde sotto le apparenze. Il suo viaggio nel Mediterraneo degli anni Trenta intercetta tensioni che esplodono oggi nel nostro presente. Per Simenon il Mediterraneo non è un confine, ma una strada. Le sue rotte assomigliano al viavai di un corso in una piccola città». Il Mediterraneo è una faglia tra continenti, una piccola spaccatura geografica che mette in relazione mondi lontani. Da qui la sua straordinaria energia: una miscela di culture, commerci, desideri, conflitti e migrazioni. Simenon coglie tutto questo con un’intelligenza profetica, restituendoci il ritratto di un Mediterraneo dove le tensioni del passato e di oggi, si incontrano e sono il nostro destino.
Informazioni
Spettacoli e concerti sono a ingresso libero, con prenotazione consigliata al numero 351 4472182 solo whatsapp o info@teatropubblicoligure.it Informazioni sul sito di Teatro Pubblico Ligure.
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