La campana della Torre Grimaldina e il legame con la Festa di San Giovanni
C’è una campana, a Genova, che suona solo una volta l’anno. Proprio così: puoi sentire i suoi festosi ritocchi solo in una particolare circostanza. Quel giorno è il 24 giugno, festività di San Giovanni Battista, Patrono della Città. E la campana non è una qualunque, ma quella – storica – che svetta dall’alto della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale, nel cuore della città.
Un tempo, però, la “voce” della campana era ben nota ai genovesi. Non era raro sentire i suoi rintocchi, e non solo per celebrare momenti lieti. Ecco la sua storia.
La campana della Torre Grimaldina: dal Medioevo a oggi
Il racconto inizia nel Medioevo e va a braccetto con la nascita di Palazzo Ducale: nei pressi della rampa d'accesso al Palazzo, infatti, sono stati ritrovati i resti di una fornace da campane databile al XIV secolo. La campana fusa dal maestro campanaro Guglielmo di Montalto nel 1291 durò più di 200 anni. Secondo l'Alizeri, eminente storico dell’arte, critico letterario e scrittore italiano, fra il 1529 ed il 1539 vennero provate ben tre campane, probabilmente fuse dai Gioardi, una famiglia di fonditori che aveva l'officina e l'abitazione a San Marco presso il Molo. La scelta, però, ricadde su una fonderia delle Fiandre.
Dai rintocchi per le feste alle segnalazioni di pericolo: il Campanone scandisce la vita dei genovesi
La campana del 1539 rimase in funzione fino al 1570. Nel contempo, si decise di sopraelevare la Torre Grimaldina. Il motivo? Far risuonare meglio la campana. Già, perché la sua funzione era assai strategica: i suoi rintocchi si traducevano in segnali di convocazione delle magistrature, comunicavano gli esiti delle guerre in corso, avvisavano in caso di coprifuoco e di allarmi in generale. Non solo: veniva utilizzata nelle ricorrenze solenni, nei festeggiamenti o per dare il benvenuto alle personalità politiche e religiose che facevano visita ai Dogi e al Senato.
Quando la campana diventò un cannone
Nel 1571 venne istallata la nuova campana, realizzata a Brescia. Rimase integra a lungo, fino agli anni '60 dell'Ottocento. Poi, si ruppe. Dopo una serie di guasti e riparazioni, si arriva a una nuova installazione nel 1894. Da lì a poco, ci fu un periodo in cui la Torre rimase orfana della sua “voce”: durante il secondo conflitto mondiale, la campana bronzea venne fusa per realizzare cannoni. Grazie all’interessamento dell’associazione “A Compagna”, venne infine posizionato l’attuale campanone, realizzato ad Avegno, Comune dell’entroterra del Golfo Paradiso noto proprio per la secolare arte dei suoi maestri fonditori. Sul bordo dell'attuale campana, sul lato a ovest, campeggia un verso del poeta ligure Edoardo Firpo: “Pe questa taera antica sempre ritorna un mäveggioso giorno" ("Per questa terra antica sempre ritorna un meraviglioso giorno").
La Torre Grimaldina
La Torre Grimaldina è una delle parti più antiche e affascinanti del Palazzo Ducale di Genova, tanto che la sua origine è ancora oggi oggetto di studio. Si ritiene infatti che la sua costruzione sia iniziata prima del XIII secolo, probabilmente ancora prima del completamento del Palazzo Fieschi, terminato nel 1291 e acquistato dal Comune nel 1294. Da quel primo nucleo si sviluppò, nel corso dei secoli, l'attuale Palazzo Ducale.
Alta circa cinquanta metri e articolata su sette livelli, la torre non fu realizzata in un'unica fase ma venne ampliata progressivamente. Una prima sopraelevazione risale all'inizio del Trecento; nel Cinquecento seguirono altri interventi, prima ad opera di Simone Carlone e poi di Andrea Ceresola, che aggiunse l'ultimo piano e la caratteristica cella campanaria. Nel Novecento, tra il 1935 e il 1940, il restauratore Orlando Grosso riportò la torre a un aspetto più vicino a quello medievale.
La Torre e le carceri
Per molti secoli, la Torre Grimaldina non ebbe soltanto una funzione difensiva o di rappresentanza. Quasi tutti i suoi piani, ad eccezione della cella campanaria, furono utilizzati come prigioni. Nei grandi cameroni voltati erano rinchiusi i detenuti comuni, spesso incatenati, mentre lungo le ripide scale si aprivano piccole segrete destinate ai prigionieri ritenuti più pericolosi. Le celle della torre e dei sottotetti del Palazzo Ducale ospitavano soprattutto detenuti politici e persone accusate dei reati più gravi, mentre i prigionieri comuni venivano generalmente trasferiti nell'adiacente Archivio di Stato di Genova, che all'epoca era il Palazzetto Criminale.
Il nome "Grimaldina"
Curiosamente, il nome "Grimaldina" non apparteneva originariamente alla torre, ma indicava una delle anguste celle riservate ai prigionieri politici. Solo in seguito il nome della prigione finì per identificare l'intera torre, che ancora oggi conserva la memoria di una storia fatta non solo di architettura e trasformazioni urbanistiche, ma anche di giustizia, detenzione e vicende umane che hanno attraversato i secoli. Ne offrono una testimonianza le scritte, i disegni, addirittura gli affreschi, che ancora oggi si possono osservare sulle pareti delle celle.
At the top!
Un dettaglio in più sulla Torre Grimaldina? Dalla sua sommità si può godere di una vista straordinaria, che domina la città e si estende fino ai Forti alle sue spalle e al mare, in un muto e perpetuo dialogo con la Lanterna. Per visitare la Torre, apprezzare il fantastico panorama e dare un'occhiata da vicino al Campanone, vai al sito At the top - Palazzo Ducale Genova
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