Pasar al contenido principal

Mensaje de estado

306

Archeologia subacquea in Liguria

Archeologia subacquea in Liguria
Calendary Il 31-05-2023

L'Associazione Amici dell’Acquario propone mercoledì 31 maggio un incontro sull'Archeologia subacquea in Liguria,  introdotto da Palmiro Dellacasa, Diving Nervi, Echi dal mare, AICS. Ad approfondire il tema della conferenza saranno Simon Luca Trigona Responsabile del Servizio Tecnico per l'Archeologia Subacquea della Liguria (STAS), Soprintendenza della Città metropolitana di Genova e La Spezia, Ministero della Cultura e Marco Danielli, e Diver Supervisor dei sommozzatori dello STAS.

Il mare profondo della Liguria ha sempre favorito le attività subacquee in acque profonde. A partire dalle prime esperienze di Nino Lamboglia negli anni Cinquanta sul Relitto Romano di Albenga, le ricerche archeologiche si sono costantemente rivolte a fondali superiori ai 40 m (relitto dolia di Diano Marina e Mercantile Leudo di Varazze).

Nell'ultimo decennio l'archeologia subacquea ligure in acque profonde si è consolidata con le indagini effettuate sui recenti ritrovamenti romani e post-medievali giacenti su fondali compresi tra 50 e 64 m. Su questi relitti (Imperia 1, Albenga B, Portofino 2 e 3), oggetto di progetti di valorizzazione quali ricostruzioni museali virtuali e visite guidate subacquee, sono stati recuperati particolari reperti dopo un completo rilievo fotogrammetrico. Sul relitto di una scialuppa armata francese, affondata appena al largo di Capo Noli a 64 metri di profondità, è stato possibile sviluppare un breve campo di scavo archeologico grazie alla tecnologia di saturazione concessa dalla Marina Militare Italiana e all'utilizzo di miscele di elio.

Infine, nuovi relitti di profondità compresa tra i 300 e i 700 m sono stati scoperti e indagati mediante rilievi strumentali con sistema geofisico e ROV: si tratta di relitti romani in buono stato di conservazione databili tra il III a.C. (Isola del Tino 2), l'età tardo repubblicana (Isola del Tino 3 e Santa Margherita) e la prima età imperiale (Alassio 1). Su questi relitti è attivo un servizio di monitoraggio gestito da remoto dalla Capitaneria di Porto della Spezia, svolto per prevenire i danni irreversibili causati dalle reti a strascico.

La costituzione del Servizio tecnico di Archeologia Subacquea (STAS) risale al giugno del 1997, quando l’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria (ora scissa in due Soprintendenze di Archeologia belle arti e paesaggio, una per la Città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia e una per le provincie di Imperia e Savona) si è  dotata di uno strumento indispensabile per operare in ambiente iperbarico.

La specifica e consolidata tradizione subacquea ligure ha da sempre richiesto una particolare attenzione delle amministrazioni nel campo subacqueo e negli anni la Soprintendenza Ligure ha raggiunto un grado di competenza tecnica e organizzativa riconosciuto a livello nazionale.

Oltre alle normali operazioni ispettive sul territorio e alle attività di tutela legate alle impegnative opere di adeguamento infrastrutturale dei grandi porti di Genova, Savona e La Spezia, lo STAS ha promosso e coordinato innovativi progetti di valorizzazione sull’intero arco regionale.

L’incontro si svolge alle ore 17 presso l’Auditorium dell’Acquario nell’ambito del ciclo “Ancora in cammino…tra scienza e musica”.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

La conferenza è organizzata in collaborazione con Acquario di Genova, Fondazione Acquario, Costa Edutainment, Diving Nervi, STAS e AICS.

Per informazioni: telefono 010/2345.279-323, email amici@costaedutainment.it; il sito dell'Associazione Amici dell'Acquario al link www.amiciacquario.ge.it

 

Información útil