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Guido Reni_Lucrezia_Galleria Nazionale della Liguria
Calendary Il 11-02-2026

La Lucrezia di Guido Reni. Presentazione di nuova acquisizione alla Galleria Nazionale della Liguria

Uno straordinario dipinto, la Lucrezia di Guido Reni, entra a far parte delle collezioni della Galleria Nazionale della Liguria. Acquistata dal Ministero della cultura, la tela si trovava già anticamente a Genova nell’importante collezione di Francesco Maria Balbi. Il dipinto viene presentato al pubblico a Palazzo Spinola. 

  • L’opera - acquistata dal Ministero della cultura tramite l’attività dell’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma e del Servizio IV – Circolazione, Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio - viene presentata  da Alessandra Guerrini, Direttore dei Musei Nazionali di Genova e della Liguria e Gianluca Zanelli, Direttore della Galleria Nazionale della Liguria.
  • Realizzata nella piena maturità artistica del pittore, la tela raffigura la matrona romana Lucrezia nel momento tragico in cui si trafigge con un pugnale, scegliendo la morte dopo aver subito violenza da Sesto Tarquinio, figlio del re Tarquinio il Superbo, per non essere ingiustamente considerata adultera. Il sacrificio estremo di Lucrezia, paradigma di virtù e onore femminile, divenne secondo la tradizione l’evento scatenante della rivolta che nel 509 a.C. portò alla caduta della monarchia e alla nascita della Repubblica romana.
  • La Lucrezia di Guido Reni proviene da una delle più importanti quadrerie genovesi del Seicento, quella di Francesco Maria Balbi (1619–1704), che annoverava, tra gli altri, capolavori di Antoon Van Dyck e Caravaggio. L’opera, probabilmente acquisita insieme al pendant raffigurante Cleopatra (oggi in ubicazione sconosciuta), sarebbe giunta nella collezione Balbi come compensazione per i debiti contratti da Juan Alfonso Enrique de Cabrera, Almirante di Castiglia e proprietario di una raccolta d’eccezione. Alcune di queste opere pervennero, attraverso complessi passaggi ereditari, a inizio Ottocento nella dimora degli Spinola di Pellicceria.

 

  • Con questa ulteriore acquisizione, il Ministero della cultura restituisce al patrimonio pubblico un’opera di altissimo valore storico e artistico, rafforzando ulteriormente il legame tra l’opera di  Guido Reni e il collezionismo genovese, già documentato a Palazzo Spinola dalla tela con l’Amor sacro e Amor profano e nell’ambito delle collezioni della Galleria Nazionale della Liguria dalla Giuditta con la testa di Oloferne acquisita da Pietro Maria I Gentile direttamente presso la bottega del maestro emiliano. La presentazione dell’opera rappresenta un’occasione unica per approfondire la fortuna critica del “Divin pittore” a Genova e per riscoprire il ruolo fondamentale del collezionismo aristocratico nella formazione delle raccolte museali pubbliche.

 

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