Speciale Halloween 2026 - Storie di fantasmi a Genova dal centro alla periferia!
Genova città di mare, di arte e cultura, di pesto e focaccia… E di fantasmi! Ebbene sì: la Superba conta un gran numero di storie e leggende con i protagonisti più svariati, spesso riconducibili a fatti realmente accaduti, che le credenze popolari vedono aggirarsi ancora oggi come eteree presenze in svariati luoghi della città. Donne e uomini, nobili e popolani, innamorati infelici e soldati incappati in disavventure fatali: tutti accomunati da un tragico destino, che ha ispirato leggende tramandate di generazione in generazione. La notte di Halloween è l’occasione migliore per scoprirle!
I fantasmi genovesi, dal centro alla periferia
Le vicende più note sono quelle ambientate nell’intrico dei vicoli del centro storico, alimentandone l’immagine di luogo affascinante ed enigmatico per antonomasia.
Non pensare però che i fantasmi genovesi si concentrino solo nell’intrico dei caruggi del centro. Al contrario! Le leggende si estendono anche nelle zone più periferiche e fino agli estremi della città. Una di queste è addirittura arrivata alla ribalta mediatica nazionale. Vuoi scoprirle? Prima di tutto, crea l’atmosfera adatta, magari con la luce soffusa di una candela. Fatto? Bene: allora, buona lettura da “brivido”!
Genova Voltri: Ca’ de Anime
A pochi chilometri da Genova Voltri, percorrendo l'antica Via del Sale, si incontra una casa di campagna, una palazzina di due piani come tante altre. Nel Medioevo, questo edificio fu adibito a locanda. I gestori, però, non erano semplici locandieri: si trattava di una congrega di briganti, che aveva ideato un ingegnoso stratagemma per derubare i clienti più facoltosi. Quando questi arrivavano in albergo, venivano fatti sistemare in una stanza dal soffitto mobile. Di notte, i gestori si calavano dal soffitto e uccidevano i malcapitati per derubarli. I corpi senza vita venivano poi gettati in una botola accessibile dalla cantina. L’espediente venne poi scoperto e i briganti furono giustiziati. Da allora, la sinistra fama della casa – che prese la nomea di “Ca’ delle Anime" - crebbe a dismisura e nessuno volle più abitarla. Solo sul principio degli anni Cinquanta del XX secolo una famiglia provò a trasferirvisi. E così, Ca’ de Anime riaprì i battenti e tornò a far parlare di sé per una serie di episodi strani: oggetti che si muovevano da soli e rumori inquietanti, fino all’apparizione di una ragazza vestita di bianco, che sarebbe stata avvistata poco prima del sorgere del sole fra gli orti che circondano la casa. Si dice che, in vita, sia stata la fidanzata di un ospite della locanda e che ancor oggi vaghi alla ricerca del suo amore perduto. Tempo fa, alla storia della Ca’ de Anime è stato dedicato un servizio televisivo della trasmissione di Rai 3 "Fatti strani di gente comune": la sua fama ha così varcato i confini genovesi. Oggi la casa esiste ancora, è stata ristrutturata e – ebbene sì - è abitata, lasciando intendere che gli episodi misteriosi siano solo frutto di leggenda metropolitana. O forse no?
Sestri Ponente: “Scarpe e Lin”
Una mattina qualunque negli anni Venti del secolo scorso, verso l’alba, due donne si stavano dirigendo al lavoro transitando a piedi per la Contrà du Gazzo (Strada del Monte Gazzo). La strada era deserta. A un certo punto, videro davanti a loro un magnifico agnellino nero, solo e apparentemente abbandonato. Decisero di prenderlo per venderlo al mercato. Lo presero in braccio e continuarono la loro discesa immaginando come avrebbero investito i proventi della fortunata vendita. Una desiderava delle scarpe nuove e l’altra una bella tovaglia di lino. Durante il cammino verso Sestri Ponente, successe una cosa incredibile: l’agnello si fece sempre più pesante, tanto pesante da non poter essere sorretto nemmeno da entrambe le signore. Ad un certo punto dovettero desistere e fecero cadere l’animale che, in un batter d’occhio, si trasformò in un demone con tanto di zampe caprine e lunghissime corna. Lo spirito corse sghignazzando e urlando la frase: “Scarpe e Lin, Scarpe e Lin”.
Nella zona si racconta che, ancor oggi, in certi periodi dell’anno si sentano riecheggiare le fatidiche frasi di scherno, senza che nessuno sappia spiegarsi da dove queste provengano.
San Teodoro: la Casa della Matrona
In una villa diroccata situata a monte di largo San Francesco da Paola sembrerebbe vagare lo spettro di un’elegante matrona del XVIII secolo. La donna, dall’abbigliamento molto regale, avrebbe la camicia macchiata di sangue all’altezza del cuore. Pare che in vita sia stata mortalmente ferita con una pugnalata dal figliastro che voleva derubarla. Sembra che l’apparizione avvenga al tramonto, durante le malinconiche giornate d’autunno. Chissà che non compaia proprio la notte di Halloween…
Granarolo: Casa Nera
A Granarolo, alzando gli occhi dal porto verso le alture, si può notare una grande villa di colore rosa, che domina il territorio circostante. Il nomignolo che le è stato affibbiato lascia poco spazio all’immaginazione: la "Casa Nera”. L’infausto appellativo deriva da un presunto, tragico avvenimento. Circa 40 anni fa, pare che un bambino sia caduto fatalmente in un pozzo nei pressi della villa. Da allora, si racconta che nella zona si sentano provenire dal giardino della casa urla e pianti inquietanti che invocano aiuto.
Corso Aurelio Saffi: il Fuciliere della Cava
Le leggende popolari abbondano di storie di spettri vendicativi che ritornano dall’oltretomba per vendicarsi dei torti subiti. Giulio Miscosi, nel suo volume I quartieri della Genova antica, riportando un fatto citato sul n° 21 della “Gazzetta Nazionale” del 1797, parla appunto di uno di questi ritorni. Nel periodo dalla Rivoluzione Francese fino all’epoca mazziniana, nella zona della Cava (a metà dell’attuale corso Aurelio Saffi) si svolgevano le fucilazioni dei condannati a morte. Era la notte del 3 Novembre 1797. Un fuciliere era di sentinella alla cava, nel luogo dove, qualche tempo prima, erano stati fucilati nove patrioti che avevano preso parte a un’insurrezione. A un tratto, vide una sagoma evanescente che avanzava minacciosa verso di lui. Il soldato intimò all’oscura figura di fermarsi: nessuna risposta. Puntò il fucile in direzione dell’aggressore e minacciò di sparargli se avesse continuato ad avanzare: a quel punto l’ombra misteriosa, gettandosi addosso al fuciliere, gli disse, con una lugubre voce, che non poteva ucciderlo nuovamente. Il soldato, dopo aver riconosciuto uno dei condannati che lui stesso aveva giustiziato giorni prima, lanciò un urlo terrificante cadendo a terra tramortito. Il povero disgraziato fu ricoverato all’ospedale ma morì due giorni dopo per lo spavento subito. Leggenda narra che da allora, nella Piazza della Cava, tutte le notti compaia l’ombra misteriosa alla ricerca di fucilieri da castigare.
Foce: l’oratorio delle Anime Purganti
Edificato nel 1602 e demolito definitivamente nel 1891 per lasciare spazio alla costruzione dell’attuale corso Aurelio Saffi, l’Oratorio delle Anime Purganti divenne il luogo favorito di storie truculente e di leggende popolari.
Ad ispirare i racconti di spettri e fantasmi, probabilmente, fu il vicino cimitero popolare con fossa comune: di tanto in tanto, a causa delle violente mareggiate, emergeva uno scenario raccapricciante, con i miseri resti che venivano trascinati dalla risacca. Una visione macabra che pare abbia anche ispirato anche il grande scrittore britannico Charles Dickens durante la sua visita a Genova.
Si dice che, notte tempo, molte persone si avventurassero nei pressi della fossa comune allo scopo di farsi consigliare dalle povere anime i numeri da giocare al lotto. Tra questi un giovane, che una notte vi si recò nella speranza di poter recuperare un bel terno. Rimase lì a lungo, ma non venne nessuno. Quando ormai aveva perso le speranze, vide giungere una processione di incappucciati. Ogni inquietante figuro reggeva una fiaccola. L’ultimo incappucciato, il più alto, si girò verso di lui e gli porse la sua torcia. Poi, riprese la sua oscura via. Il giovane, non appena ebbe afferrata la fiaccola, scappò a gambe levate e tornò a casa. Il giorno dopo, si accorse con orrore che la fiaccola si era trasformata in una tibia umana e scoprì che avrebbe dovuto restituirla entro mezzanotte allo spettro che gliel'aveva consegnata. In caso contrario, avrebbe dovuto seguirlo. Ci riuscì e vide la processione allontanarsi. Non aveva ricevuto il terno, ma ebbe salva la vita.
Il Ghost Tour
Per scoprire altre storie di fantasmi a Genova, il 31 ottobre non perdere il Ghost Tour nel centro storico. Trovi le info nell’evento dedicato qui su VisitGenoa. L'iniziativa fa parte del programma di ZenaHalloween 2026.
Buon Halloween!
Fonte: "Genova Stregata. Fantasmi, diavoli e leggende millenarie" di Marco Pepè
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