"Ho bisogno di credere". Fellini e il sacro
“Ho bisogno di credere” ha affermato Federico Fellini all’amico e giornalista Sergio Zavoli. «È un bisogno né vivo né maturo, per la verità, un bisogno infantile di sentirmi protetto, di essere giudicato benevolmente, capito e possibilmente perdonato». Dal 27 luglio uno dei maestri mondiali del cinema, cinque volte premio Oscar, tra i pochissimi ad essere diventato anche un aggettivo - felliniano - viene presentato grazie ad ACEC Liguria e a Fondazione San Lorenzo impresa sociale al pubblico del Museo Diocesano di Genova con un ritratto inedito, intimo, particolare.
“Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro”, mostra-progetto promossa dalla Università Pontificia Salesiana - Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” delle Diocesi di Rimini e di San Marino-Montefeltro e dal Centro Culturale Paolo VI di Rimini, è un’esposizione che racconta un aspetto poco noto della vita del regista. La mostra, in diciotto grandi e suggestivi pannelli, rivisita l’immaginario religioso nei film di Fellini con le sue contraddizioni e le sue provocazioni: il sassolino del matto (La strada); il pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore (Le notti di Cabiria); la statua di Cristo in volo su Roma (La dolce vita); il collegio religioso e l’incontro con il cardinale (8 e 1/2); la recita del martirio della Santa (Giulietta degli spiriti); il Rex (Amarcord); la sfilata di abiti ecclesiastici (Roma) e ancora sequenze tratte da Lo sceicco bianco, Il Bidone, I Clown, Casanova, La città delle Donne, La voce della Luna, suo ultimo film.
Da questo percorso emerge un Fellini dal profilo spirituale, curioso e inquieto ma anche animato da una dimensione di gratuità e apertura profonda alla dimensione religiosa.
La mostra è accompagnata da un volume di studi e testimonianze in cui numerosi autori indagano la spiritualità del Maestro, la ricerca di senso interiore presente nelle sue opere, con aspetti inediti della sua biografia e della sua produzione artistica. Dall’infanzia riminese al sodalizio esistenziale-artistico con Giulietta Masina; dai film denominati “Trilogia della Grazia” (La strada – Le notti di Cabiria – Il bidone) al caso/scandalo de La dolce vita; dal rapporto giovanile con il mondo cattolico riminese all’amicizia con i Gesuiti Arpa, Taddei e Fantuzzi.
L'incontro con Don Renato Butera
A questo proposito l’iniziativa genovese avrà un momento di confronto che si tiene al Museo Diocesano sabato 8 agosto - ore 10 - con l’incontro con Don Renato Butera tra i curatori del progetto “Fellini e il Sacro” che affronterà in particolare il tema di “Quando Siri difese La dolce vita” e sul ruolo che nella vicenda svolse Padre Arpa, amico personale di Fellini e consigliere dell’allora Arcivescovo di Genova Card. Giuseppe Siri. Saranno presenti anche Giancarlo Giraud, Presidente ACEC Liguria - Enrico Cimaschi, Presidente Associazione Cineguida - Francesca Di Palma, coordinatore Ufficio Comunicazioni Sociali-Diocesi di Genova.
Informazioni
Apertura:
- lunedì: ore 10-13/14-18
- da mercoledì a domenica: ore 10-14
- martedì chiuso
Ingresso per il Museo e le Mostre allestite: 10 euro / 8 euro ridotto con Tessera AcecCarte
Informations utiles
Timetables:
lunedì: ore 10-13/14-18
da mercoledì a domenica: ore 10-14
martedì chiuso