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PALAZZO DUCALE
Calendary Il 18-03-2026

Esplorando la notte

L'Istituto Internazionale di  Studi Liguri invita nella sua sede di Palazzo Ducale a una conferenza su La Grotta della Bàsura a Toirano, Savona.  Che rappresenta uno dei contesti più straordinari d’Europa per lo studio delle tracce lasciate dall’uomo preistorico. All’interno di questa cavità carsica, sviluppata per quasi 900 metri nel massiccio calcareo del Monte San Pietro, sono state conservate impronte umane (Homo sapiens) e animali databili a circa 14.000 anni fa, durante il Paleolitico superiore. 

  • Le ricerche più recenti, condotte nell’ambito di un progetto interdisciplinare condotto dal Muse di Trento e da alcune università italiane, come Genova e Pisa, hanno permesso di ricostruire con grande precisione un episodio di esplorazione avvenuto in un’unica occasione. Le impronte indicano che nella grotta penetrò un piccolo gruppo composto da cinque individui: un giovane adulto, un adolescente e tre bambini. Gli esploratori camminavano a piedi nudi e illuminavano il percorso con torce di rami di pino, mentre avanzavano per centinaia di metri nelle parti più profonde della cavità. In alcuni passaggi particolarmente stretti le tracce documentano un comportamento eccezionale: gli individui furono costretti a procedere carponi, lasciando sul sedimento impronte di mani, ginocchia e piedi.  Accanto alle tracce umane sono state riconosciute anche impronte animali, tra cui quelle di un grande canide probabilmente domestico, che accompagnò il gruppo nell’esplorazione della grotta. Questa associazione rappresenta una delle testimonianze più antiche della presenza di un cane accanto all’uomo in Europa alla fine del Paleolitico. 
  • La Grotta della Bàsura conserva inoltre un importante deposito di resti di orso delle caverne (Ursus spelaeus) e altri indicatori paleoambientali che rendono questo sito un archivio unico per ricostruire il rapporto tra esseri umani, animali e ambienti sotterranei durante l’ultima glaciazione.  Nel loro insieme, queste evidenze offrono uno straordinario racconto di un momento della vita quotidiana di un piccolo gruppo umano paleolitico, rivelando aspetti inattesi dell’organizzazione sociale, del ruolo dei bambini e delle modalità con cui i nostri antenati esploravano e vivevano ambienti profondi e complessi come le grotte.

 

Nota biografica

Fabio Negrino Archeologo e docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Genova, nonché direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia della stessa Università. Si è formato nelle Università di Pisa e di Roma, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca. Indaga le più antiche tracce della storia umana, dal Paleolitico alla prima età dei metalli, attraverso scavi archeologici e analisi di reperti, con particolare attenzione alla cultura materiale e agli aspetti ambientali. È attualmente impegnato, con collaborazioni internazionali, in progetti rivolti allo studio del popolamento preistorico della Liguria, tra i quali le ricerche all'Arma delle Manie, nel Finalese, con evidenze degli ultimi uomini di Neanderthal vissuti in Liguria. Ha diretto, tra gli altri, gli scavi del Riparo Bombrini (Balzi Rossi, Ventimiglia), dove è stata identificata la più antica produzione di farine ottenute da graminacee, e dell’Arma Veirana (Erli, Savona), dove è venuta in luce la sepoltura di una neonata di 10,000 anni fa. È autore di numerose pubblicazioni dedicate a vari aspetti della preistoria, dalle miniere di selce della Valle dell’Indo, in Pakistan, ai siti preistorici dell’Oman, dalla cava di radiolarite di Valle Lagorara (Maissana, La Spezia) alle evidenze paleo-mesolitiche dell’Italia nord-occidentale. Ha recentemente curato un volume di sintesi sul Paleolitico e il Mesolitico della Liguria.

 

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