Guerre stellari: il grande cinema in musica
Saranno le musiche che hanno accompagnato alcune delle immagini più celebri della storia recente del cinema a costituire il programma del prossimo concerto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretto da John Axelrod, intitolato "Guerre Stellari", martedì 21 luglio 2026 alle ore 21.30.
A seguito delle previsioni meteo (tra cui quelle di ARPAL e dell’Aeronautica militare) che preannunciano pioggia sin dal pomeriggio, per rispetto del pubblico e per garantire un’adeguata preparazione dello spazio, il concerto – previsto nella rassegna Porto Antico EstateSpettacolo 2026 – è spostato dall’Arena del Mare del Porto Antico di Genova al Teatro Carlo Felice. I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova sala. C’è poi ancora disponibilità al costo di euro 15 (intero) e euro 10 (ridotto) sul sito del Teatro e in biglietteria.
Invariato il programma che riunisce le colonne sonore di film entrati nella memoria collettiva: dalla saga di Star Wars a Indiana Jones, da Harry Potter a Jurassic Park e Superman, fino a Il gladiatore e i Pirati dei Caraibi. Un percorso tra universi cinematografici molto diversi, accomunati dal ruolo decisivo della musica nella definizione dei personaggi, delle atmosfere e della dimensione spettacolare del racconto.
La musica di John Williams
Al centro della serata sarà la musica di John Williams, autore che più di ogni altro ha contribuito a rinnovare, dagli anni Settanta in poi, il rapporto tra orchestra sinfonica e cinema. Le sue partiture hanno restituito alla colonna sonora una funzione narrativa centrale, recuperando la grande tradizione sinfonica europea e adattandola al linguaggio del cinema contemporaneo. Grazie a una scrittura costruita su temi immediatamente riconoscibili, colori orchestrali netti e una stretta relazione tra musica e azione, Williams ha creato un repertorio capace di vivere anche fuori dallo schermo, nelle sale da concerto. La Suite for Orchestra da Star Wars rappresenta il nucleo del programma e dà il titolo all’intera serata. Quando nel 1977 uscì il primo episodio della saga ideata da George Lucas, la partitura di Williams contribuì in modo determinante alla forza del film. In un momento storico nel quale molta musica cinematografica privilegiava sonorità elettroniche, jazzistiche o legate alla popular music, Williams tornò alla grande orchestra e a una scrittura basata su temi associati a personaggi, luoghi e idee narrative. È proprio questa combinazione tra modernità dell’immagine e memoria musicale a rendere la colonna sonora così efficace e duratura. Con la Raiders March, composta per I predatori dell’arca perduta, Williams definisce invece il carattere di Indiana Jones. Il tema accompagna l’archeologo-avventuriero interpretato da Harrison Ford e ne traduce immediatamente il coraggio, l’ironia e il gusto per il pericolo. La musica di Harry Potter and the Sorcerer’s Stone, primo capitolo cinematografico della serie tratta dai romanzi di J.K. Rowling, conduce invece in una dimensione sospesa tra infanzia, mistero e magia. La partitura non si limita ad accompagnare gli effetti visivi, ma suggerisce la presenza di un universo nascosto, nel quale il quotidiano può improvvisamente aprirsi al fantastico. Il Theme from Jurassic Park appartiene a un’altra stagione fondamentale del sodalizio tra Williams e Steven Spielberg. La musica accompagna la scoperta dei dinosauri non attraverso il terrore, ma attraverso lo stupore. Chiude il gruppo delle pagine di Williams la Superman March, legata al film del 1978 diretto da Richard Donner. Anche in questo caso la musica costruisce il personaggio. La marcia ha un profilo eroico e luminoso, con una scrittura degli ottoni che suggerisce forza, slancio e sicurezza.
Gli altri due autori
Accanto a John Williams, il programma propone due autori che rappresentano un’altra importante stagione della musica per il cinema: Hans Zimmer e Klaus Badelt. Con loro il rapporto tra orchestra, elettronica, ritmo e produzione sonora assume forme nuove, legate al cinema spettacolare degli ultimi decenni. La musica per Il gladiatore di Hans Zimmer accompagna il film di Ridley Scott costruendo un paesaggio sonoro nel quale la monumentalità dell’antica Roma si intreccia alla dimensione privata e dolorosa del protagonista Massimo. Con i Pirati dei Caraibi, attribuito a Klaus Badelt e legato al gruppo creativo guidato da Hans Zimmer, l’orchestra entra invece in un mondo di avventura, ironia e movimento continuo. Il successo della saga ha trasformato queste pagine in uno dei repertori cinematografici più popolari degli ultimi anni, capace di evocare immediatamente vele, tempeste, isole e imprese piratesche.
Il direttore John Axelrod
A dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice sarà John Axelrod, direttore statunitense formatosi all’Università di Harvard e perfezionatosi con Leonard Bernstein, Ilya Musin e Christoph Eschenbach. Il suo repertorio attraversa la tradizione sinfonica e operistica, la musica contemporanea e i progetti crossover, una versatilità particolarmente adatta a un programma nel quale la scrittura orchestrale incontra la forza narrativa del cinema. Axelrod ha diretto quasi duecento orchestre nel mondo e collaborato con compagini quali la Filarmonica della Scala, la Gewandhausorchester di Lipsia, l’Orchestre de Paris, la NHK Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Los Angeles Philharmonic e la Philadelphia Orchestra. È stato direttore artistico e musicale della Real Orquesta Sinfónica de Sevilla, direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica di Milano e direttore musicale di diverse istituzioni europee. Dal 2022 è direttore principale dell’Orchestra Sinfonica di Bucarest. Nel 2026 celebra sessant’anni e trent’anni di carriera.
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