Chiesa e convento di Santa Maria di Castello

Tra le chiese più affascinanti di Genova c’è Santa Maria di Castello, nel cuore più antico della città. La basilica romanica, con l’annesso convento e il museo, costituisce un complesso monumentale di straordinaria importanza. Oltre alla suggestione dell’architettura romanica e di inestimabili capolavori d’arte davvero di tutte le epoche, a rendere unico questo sito sacro è il fatto di sorgere nel luogo di primo insediamento della città, poco sopra al riparo naturale della costa del porto antico.

La facciata della chiesa e il campanile testimoniano l’architettura romanica, che a Genova assume il linguaggio portato dai maestri antelamici, costruttori e intagliatori di pietre provenienti dalla Lombardia. Uno dei segni caratteristici della loro architettura è il riutilizzo di materiali recuperati da rovine di architettura romana. È il caso della cornice in marmo con foglie e grifi, magistralmente ricontestualizzata come architrave del portale d’ingresso o le dieci colonne e i quindici capitelli dell’interno, che oggi vediamo luminosamente settecentesco, ma che conserva l’impianto a tre navate della basilica romanica.

Sulle volte e nelle cappelle laterali si può scoprire una preziosa serie di dipinti e affreschi di artisti di scuola genovese e non solo: Bernardo Castello, Aurelio Lomi, Grechetto, Giovanni Mazone, Domenico Piola, Luciano Borzone, Giovanni e Giovan Battista Carlone, Andrea Semino, Giovan Battista Paggi; oltre naturalmente alle sculture e ai rilievi, opera tra gli altri di Leonardo Riccomanno, Filippo e Anton Domenico Parodi.

Nel primo chiostro affrescato si può ammirare l’Annunciazione, capolavoro della pittura rinascimentale dipinto nel 1451 da Giusto da Ravensburg.

Tele di Ludovico di Brea, codici miniati, affreschi del Quattrocento, una bella collezione di icone russe e altri capolavori sono ospitati nel Museo di Santa Maria di Castello, che occupa gli spazi del convento, attorno ai tre chiostri.

Santa Maria di Castello si trova proprio nel sito preromano dove si è sviluppato il primo insediamento fortificato della città, ripreso da fortificazioni romane e bizantine e poi dall’edificazione del palazzo vescovile, fra i secoli IX e X, rappresentando per centinaia di anni la sede e il simbolo del potere militare e religioso della città.

Qui nel 658 il re longobardo Ariperto avrebbe fatto costruire un primo luogo di culto, che poi i maestri antelami hanno ricostruito nel primo quarto del XII secolo nelle forme di una basilica romanica.

A metà Quattrocento la chiesa passa ai Domenicani, diventando un luogo di riferimento per umanisti e scrittori; intanto, grazie ad acquisizioni e demolizioni, il convento aveva continuato a crescere, e a metà del Cinquecento aveva già i tre chiostri ancora visibili.

Un recente restauro ha sapientemente recuperato la decorazione romanica della controfacciata e altri elementi che rafforzano l’aspetto medievale di questo luogo sacro davvero unico.

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