Divago Festival 2026
Torna Divago Festival, progetto dell’associazione Wanda, a cura di Mixta, con il patrocinio dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e di Fondazione Italia Patria della Bellezza. Giunto alla sua quarta edizione, Divago lavora dal 2019 nell’antico ghetto ebraico intorno a Via del Campo, mettendo in relazione arte contemporanea, spazio pubblico e comunità.
Il festival
nasce da una realtà indipendente e da un lavoro in larga parte autoprodotto. La scelta è quella di lavorare dentro le contraddizioni del centro storico, costruendo occasioni in cui cittadini, artisti, associazioni e realtà culturali possano incontrarsi grazie al forte impatto sociale dei linguaggi artistici. In un quartiere segnato da una storia complessa di marginalità e convivenza, raccontato da Fabrizio De André e attraversato dall'attività sociale di Don Andrea Gallo, Divago prova così a porre una domanda molto concreta: che cosa significa oggi abitare insieme uno spazio urbano? Per questo il festival comincia da molto prima, con un lavoro prolungato nel quartiere. Divago rivendica così una dimensione piccola, indipendente e profondamente territoriale. Invece di portare semplicemente un pubblico nel quartiere, prova a costruire il festival con il quartiere, facendo della cultura uno strumento per creare occasioni di presenza, relazione e uso collettivo dello spazio. Per quattro giorni la proposta è semplice: incontrarsi, attraversare le strade, fermarsi, discutere e stare insieme. Perché uno spazio pubblico rimane davvero pubblico soltanto finché qualcuno continua ad abitarlo.
Gli artisti
Da febbraio Gaia Michela Russo e Vitalii Fedotov hanno lavorato nel quartiere incontrando abitanti, bambini, associazioni e comitati locali. Le opere presentate durante Divago sono infatti il risultato di questo percorso.
- Con “Buonanotte Via del Campo”, Gaia Michela Russo porta nello spazio pubblico un gesto normalmente intimo e domestico. Ogni sera al tramonto una composizione sonora costruita attraverso le registrazioni realizzate con donne e bambini incontrati durante la residenza attraversa Via del Campo. L'installazione raccoglie inoltre lenzuola, cuscini e coperte portati dai cittadini, successivamente donati alle associazioni del quartiere.
- Vitalii Fedotov, con “Questo lavoro va fatto insieme”, costruisce invece un dispositivo aperto e modificabile attraverso il contributo delle comunità. Elementi realizzati nei laboratori partecipativi e materiali di recupero formano strutture mobili, pensate come punti di sosta, incontro e aggregazione: un'infrastruttura volutamente precaria che riflette anche sulla fragilità delle connessioni sociali presenti nel quartiere.
Il programma
- Giovedì 24 settembre il festival si apre con la mostra “piccola notte” nella se di Smacc, il laboratorio “Infrastruttura delle relazioni” in Piazza Don Andrea Gallo e la prima attivazione di “Buonanotte Via del Campo”.
- Venerdì 25, accanto ai laboratori dedicati ai bambini, è indetta l'assemblea pubblica “Uno spazio culturale nel centro della città”, momento di confronto sul rapporto tra cultura, comunità e possibilità di utilizzo degli spazi urbani.
- Sabato e domenica il programma prosegue tra laboratori nello spazio pubblico, installazioni e il bookshop transitorio curato da Dito Publishing nella sede di Florida, in Piazzetta Fregoso, accompagnato da momenti musicali. I laboratori di Fedotov invitano in particolare i partecipanti ad attraversare, sostare e osservare diversamente gli spazi urbani del quartiere, facendo dell'incontro con l'altro una pratica concreta di esplorazione della città.
Ingresso libero