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2 Giugno - "I Frati Camaldolesi" del Magnasco esposti al pubblico

Particolare del dipinto "I Frati Camaldolesi" di A. Magnasco
Calendary Il 02-06-2026

"I Frati Camaldolesi" di Alessandro Magnasco tornano a splendere in occasione della Festa della Repubblica. L'opera (olio su tela, 1716-18), che appartiene alla storica collezione della famiglia Luxoro ed è conservata presso i Musei di Nervi nella Villa Gianettino Luxoro, viene finalmente restituita alla cittadinanza. Prima del definitivo ritorno nella sua sede naturale di Nervi, il dipinto verrà eccezionalmente esposto al pubblico nell’ufficio di Rappresentanza della sindaca a Palazzo Tursi, e potrà essere ammirato dalle 15 alle 21:30 del 2 giugno.

"I Frati Camaldolesi": la vicenda 

Nel 2016 il dipinto fu rubato insieme ad altre nove opere d'arte. Al momento, la splendida tela del Magnasco è l’unica opera rinvenuta, grazie allo straordinario lavoro d’indagine dell’Arma dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale. La tela è stata individuata sul mercato antiquariale palermitano, prontamente identificata e posta sotto sequestro, bloccando così un canale di ricettazione illecita. Oggi, quest’opera viene ripresentata al pubblico per rendere omaggio al prezioso contributo di questo reparto speciale dell’Arma. Una restituzione che avviene in una data fortemente simbolica come quella della nascita della Repubblica Italiana, a testimonianza del legame indissolubile tra l'identità nazionale e la tutela della propria cultura.

Chi era Alessandro Magnasco

Nato a Genova e figlio di un pittore, Magnasco si formò presso un maestro milanese, Filippo Abbiati, che lo introdusse alla conoscenza della scuola veneziana. Lo stile di Magnasco si distingue per la peculiarità delle scelte tematiche, di frequente orientate al mondo popolare e ai personaggi ai margini della società, come zingari e saltimbanchi, secondo una consolidata tradizione in Lombardia.

Il suo modo di dipingere è sfaldato e ricco di contrasti cromatici, secondo la lezione barocca dell’Abbiati; tale lezione si manifesta anche nella capacità di organizzare lo spazio in modo marcatamente teatrale, pur nella scelta di ambientazioni del tutto scevre di magniloquenza. Il suo stile è stato paragonato, per l'effetto della sua modernità ed eccentricità, a quello del Romanticismo (per la pennellata franta) e dell’Espressionismo (per l’esasperata espressività dei personaggi).

L’attività di Magnasco si svolse tra Milano e Firenze, dove si mise al servizio di Ferdinando de’ Medici e ha avuto l'occasione di conoscere un altro pittore "maledetto" del suo tempo, Salvator Rosa, al quale è di frequente paragonato.

 

 

 

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Timetables:

dalle 15 alle 21:30

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I volti della Repubblica - 80 anni dal Referendum

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