Villetta Di Negro

Villetta Di Negro ospita una panoramica e scenografica oasi verde, di circa 2 ettari, in pieno centro, dove nel XVI secolo sorgeva il baluardo di Santa Caterina, parte integrante della cinta difensiva della città.

Nel 1785, decaduta la funzione militare, l'area fu ceduta in concessione a Ippolito Durazzo, che vi impiantò un orto botanico. Il marchese Gian Carlo Di Negro acquistò il terreno nel 1802 e fondò qui una scuola di botanica.

Di Negro realizzò anche il parco, dove alla collezione botanica ne aggiunse una di reperti dell'antichità classica, alternata a busti di genovesi illustri. 

Dieci anni dopo, in seguito alla scomparsa del marchese, il Comune acquistò il parco e la villa, apportando a più riprese diverse modifiche: tra il 1863 e il 1892 vennero realizzate le grotte, la scenografica cascata e la casa del giardiniere.

Quest’ultima venne realizzata attraverso la demolizione dell'orecchione orientale del bastione delle mura del Cinquecento.
Nel 1942, durante la seconda Guerra Mondiale, l'edificio venne colpito e distrutto dai bombardamenti navali degli alleati contro la città.

Nel 1948 il Comune finanziò la ricostruzione dell'edificio, che ha quindi assunto la forma definitiva.

Si segnalano quali particolarità botaniche due platani monumentali, risalenti alla fondazione del parco, e tre sequoie posate intorno al 1870.

Attualmente la Villa è sede del Museo d’arte Orientale Chiossone, nell'edificio dall'architettura razionalista progettato nel 1953 da Mario Labò.