Dalla Quaresima a Natale la gioia del “cappon magro” | Visitgenoa.it
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Dalla Quaresima a Natale la gioia del “cappon magro”
La Stampa
Italia
Non c’entrano nulla il pesce cappone, e neppure i quattro castrati che Renzo offre ad Azzecca-garbugli. Il piatto genovese della vigilia, il «cappon magro», deve il nome al cibo che ristorava i marinai in navigazione. Era a base di gallette di pane biscottato, verdure e pesci bolliti, conditi, per proteggerli dall’umido del mare, con qualche goccia d’aceto.
Capponalda e caponata hanno simili umili origini ma, nella Superba oligarchia marinara, i leziosi conventi prima, e le schive famiglie nobiliari dopo, ingentilirono l’insalata aggiungendo una salsa verde alla piemontese, di prezzemolo e acciughe. Quando questo piatto di magro passò dalla Quaresima al Natale, le verdure primaverili, fagioli e asparagi, cedettero il posto a barbabietola e scorzonera, unite a cavolfiori, patate e carote.
 

Dalla Quaresima a Natale la gioia del “cappon magro”

14.12.2017
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