Monte Penello e Punta Martin

Monte Penello e Punta Martin

Queste alture sono caratterizzate da versanti ripidi e scoscesi, mentre l’altopiano sommitale alterna affioramenti rocciosi e dossi erbosi. Il panorama è eccezionale e spazia dal Golfo e dalla città di Genova alle due Riviere, alla Pianura Padana e alle Alpi. Sulla vetta del Monte Penello vi sono due bivacchi, sempre aperti e a disposizione degli escursionisti. Da qui, in pochi minuti, si raggiunge Punta Martin. Numerosi sono gli itinerari che raggiungono il Monte Penello, di diverse lunghezze e difficoltà. Eccone alcuni:

Colla di Praglia – Monte Penello

Difficoltà: T

Dislivello: 200 m 

Lunghezza: 6 km

Durata: 2-2,5 ore

Dalla Colla di Praglia (880 m), si segue il segnale dell’Alta Via dei Monti Liguri in direzione sud, scendendo lungo una stradina che in breve diventa sterrata. Si sale dolcemente, tra prati e affioramenti rocciosi, raggiungendo dapprima la Colla del Proratado (890 m) e poi, aggirando il Bric dell’Orologio (941 m) e il Monte Foscallo (987 m), il Colle Gandolfi (936 m). Qui si abbandona l’Alta Via, che prosegue a ovest verso il Passo del Turchino, e in breve si raggiunge il Monte Penello (995 m).

Acquasanta – Giovo Piatto – Colle Gandolfi – Monte Penello

Percorso di raccordo tra Acquasanta e l’Alta Via dei Monti Liguri.

Difficoltà: E

Dislivello: 840 m

Durata: 3 ore

Lunghezza: 7,5 km

Da Acquasanta, sede di un importante santuario, del Museo della Carta e di uno stabilimento termale di acqua sulfurea, si ripercorre il tracciato dell’antica via che collegava Voltri con Capanne di Marcarolo. Dalla piazza antistante il santuario si segue per un breve tratto via Baiarda, poi si svolta a sinistra e si percorre il sentiero indicato da un triangolo rosso vuoto che, con un ampio e agevole giro, risale tra i castagni sino al valico del Giovo Piatto (o Passo del Veleno, 657 m). Qui si incrocia l’Alta Via dei Monti Liguri (tappa 22, Passo del Turchino – Colla di Praglia) e la si segue verso est sul panoramico spartiacque sino al Colle Gandolfi (936 m). Si abbandona l’Alta Via e si svolta a destra, guadagnando in breve la vetta del Monte Penello (995 m). Lungo l’itinerario si incontrano alcune piccole costruzioni in pietra che nella forma ricordano gli igloo degli eschimesi: si tratta delle “baracche da pria”, costruzioni tipiche di molte aree rurali della Liguria, un tempo utilizzate quale riparo temporaneo per chi saliva quassù per lo sfalcio del fieno.

 

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