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Messaggio di stato

Forte Ratti (o Monteratti)

Forte Ratti (o Monteratti)

Il Forte Monteratti o Forte Ratti (560 metri sul livello del mare) è una caserma militare di Genova edificata tra il 1831 e il 1842 dal Governo Sabaudo per difendere, per l'appunto, il rilievo "Monte Ratti", posto alle spalle dei quartieri genovesi di Quezzi e Bavari.

Forte Ratti (1831-1842)
Superficie totale:
12.600 mq
 
Altitudine 
560m
 
Distanze
Stazione Ferroviaria Brignole: 9 Km
Stazione Ferroviaria, Metropolitana Principe: 14 Km
Stazione Ferroviaria Sturla: 6,7 Km (a piedi), 11 Km (in auto)
Caselli  autostradali:
Genova Est: 10,5 Km
Genova Nervi: 12 Km
 
Come arrivare
Si parte da Largo Merlo, nel quartiere di Marassi: accessibile con i mezzi pubblici dalla stazione ferroviaria di Genova Brignole con gli autobus Amt nr. 47 e 82, in direzione Quezzi. 
In auto, dall’uscita autostradale di Genova Est (Autostrada A12) si seguono le indicazioni per lo stadio. 
 
Sentieristica:
Nome sentiero: Sant’Eusebio - Forte Ratti
Segnavia: Non segnalato
Difficolta: Escursionistico (E)
Bávari – Monte Poggiasco – Forte Ratti
Difficoltà: E
Dislivello in salita: 590 m circa
Tempo: 1.30 – 1.45 ore
Ultima ricognizione: Gennaio 2021
È il percorso più breve per raggiungere il Forte Ratti, la più importante delle fortificazioni di levante. Nelle giornate più limpide vale la pena di scavalcare la panoramicissima cima del Monte Poggiasco.
 
Accesso
In treno fino alla stazione di Genova Brignole, poi con l’autobus 85 fino a Bávari.
In automobile si esce al casello di Genova Nervi e si va a destra verso Sturla. Si imbocca poi a destra la diramazione che sale a Bávari (321 m). Il paesello è posto su una marcata sella tra il massiccio collinare dei Forti e il più alto Monte Proi, a dividere la valle Sturla dalla Val Bisagno. Dal valico si imbocca la strada per Sant’Eusebio, che si segue verso ovest per circa 200 metri. Si prende quindi a sinistra un sentiero segnalato (segnavia: rombo rosso vuoto) che passa accanto ad alcune costruzioni isolate, poi si innalza più ripidamente con diversi tornanti in un fitto bosco. Si raggiunge quindi la selletta (424 m) tra il Monte Castellaro e il Monte Poggiasco, dove si trova un bivio. Il percorso originale aggirava il Monte Poggiasco sul versante sud, ma è stato abbandonato a causa dell’invasione di arbusti e cespugli. Sulla sinistra, una breve deviazione conduce alla vetta del Monte Castellaro (458 m): qui si notano i resti di antichissime fortificazioni, scavi e trincee pianeggianti. Si piega a destra per risalire il crinale, lungo un sentierino abbastanza ripido. Seguendo fedelmente il filo di cresta si raggiunge la panoramica cima del Monte Poggiasco (561 m). Si scende per il crinale opposto, all’inizio molto ripido, poi quasi pianeggiante, fino alla selletta ai piedi del Monte dei Ratti (quota 501). Con un ripido diagonale a sinistra si va a raggiungere un costone percorso da un’ampia mulattiera e, piegando a destra si raggiunge in pochi metri l’entrata principale del Forte Ratti (571 m).
 
Altri percorsi
Prendendo per riferimento la stazione Brignole imbocchiamo via Tommaso Invrea e quindi giriamo a sinistra verso Corso Sardegna, all’inizio del quale, giriamo a destra al semaforo, imboccando via Giacometti. Giunti a Piazza Terralba imbocchiamo Via Casoni e quindi via Torti verso destra che percorriamo per un tratto per svoltare poi a sinistra in via Donghi. Percorriamo quindi tutta via Donghi, che si tramuta poi in Via Berghini e seguiamo anche questa strada fino al termine, in corrispondenza del capolinea dell’autobus e del Villaggio Don Orione dei Camaldoli. Qui proviamo a parcheggiare senza intralciare la manovra dell’autobus e, se non troviamo posto, cerchiamo uno slargo più in basso.  Dal parcheggio superiamo la sbarra e continuiamo sulla sterrata diretta verso la cava del Forte Ratti. Dopo poco più di 600 metri incontriamo sulla destra il bivio per il Forte Richelieu, che imbocchiamo. Giungiamo quindi al Forte in posizione panoramica sulla città, ma, purtroppo, non più visitabile. Dal Forte il sentiero continua a lungo per finire però, dopo circa 800 metri dal Forte, su uno strapiombo a picco sulla Cava. Conviene quindi tornare indietro un centinaio di metri o poco più, per trovare una traccia non molto evidente che riporta alla sottostante sterrata. Riprendiamo quindi a seguire la sterrata verso destra e giungiamo quindi alla cava. Qui prendiamo a destra e passiamo sotto il grande arco scavato nella stessa. Risaliamo quindi alla sterrata soprastante l’arco e la seguiamo fino ad un tornate, poco dopo il quale imbocchiamo un sentiero sulla destra. Dopo 100 metri ignoriamo un bivio a destra girando invece a sinistra, per poi subito ignorare un secondo bivio a destra e proseguire invece dritti fino al crinale, dove prendiamo a destra ed in breve ci troviamo di fronte al portale principale del Forte.
 
Oppure partiamo da Genova Marassi, piazza Guicciardini (che abbiamo raggiunto con l'autobus 37 dalla stazione Brignole). Scendiamo per via Bertuccioni e prendiamo sulla destra via del Camoscio. Da qui inizia il segnavia rombo rosso vuoto.Prendiamo quota per creuze, scalette e stradine, lasciando la zona urbanizzata. Un sentierino ci porta a Forte Quezzi e poi raggiungiamo su asfalto Torre Quezzi. Lasciamo il segnavia rombo rosso, proseguiamo per il sentiero dietro la torre e raggiungiamo una piccola altura, il Colle Leamara, sempre seguendo il sentiero secondario (che è segnato da rombi rossi anch'esso ). Reincontriamo il sentiero principale, ma non vediamo una deviazione sulla sinistra e facciamo un piccolo anellino per ritrovare il percorso. Saliamo infine verso il Forte Ratti (lasciando il fatidico rombo rosso e seguendo un sentiero segnato bianco/ rosso). Scendiamo prendendo un sentiero segnato con un trattino rosso, che diventa presto comoda sterrata. Raggiungiamo la vecchia cava dell'Italcementi e da qui, sempre su sterrato, il Forte Richelieu (più piccolo e non accessibile). 
Riprendiamo il sentiero nei pressi dell'entrata del Forte e raggiungiamo le creuze che ci portano a Borgoratti e ai mezzi pubblici.
Raggiunto lo stadio, lo si supera sulla sinistra seguendo C.so De Stefanis. In fondo alla via si svolta a sinistra in Via Fereggiano e si segue la strada principale fino a Largo Merlo. Da Largo Merlo si prende, in salita, la stretta e ripida Via del Capriolo fino in prossimità dell’incrocio con Via Centurione Bracelli. Qui si svolta a destra, in Salita Gerbidi, una scalinata che seguiremo per un tratto tornando su di una carrabile, fino a un bivio. Qui giunti si piega a sinistra e si sale lungo una mattonata (Vico Fontanini , non indicato ) in direzione Nord, abbandonando la carrabile. Il percorso prosegue per una lunga stradina in salita, che piega gradualmente verso est, fino a raggiungere Via Olmo. Da qui si sale ancora in direzione nord, tra le villette di Via Olmo, e dopo un breve tratto il percorso diventa nuovamente carrabile. Superato uno slargo sulla destra si abbandona Via Olmo e si sale lungo un sentiero in direzione nord, fino a raggiungere Via delle Rocche, nuovamente asfaltata (Via delle Rocche può essere raggiunta anche proseguendo Via Olmo). Si svolta a destra e si segue la strada fino a raggiungere Torre Quezzi (il Forte Quezzi, totalmente in rovina, è poco più a valle in Via delle Rocche). Dalla Torre, ancora in buone condizioni, si segue, in direzione nord-est, un sentiero che corre parallelo alla strada carrabile ma a quota maggiore. Il percorso è prevalentemente in leggera discesa e si mantiene in cresta, con scorci sulla Val Bisagno, sui Forti di Ponente e sul nuovo abitato di S. Eusebio.  Si giunge a un bivio presso Colla Leamara e si segue il sentiero che sale in cresta (l’alternativa è una mulattiera che evita la salita a Forte Ratti) seguendo i frequenti bolli azzurri. Si sale lungo la lunga cresta fino a raggiungere Forte Ratti (564 m). Si costeggia il Forte per tutta la sua lunghezza. Da qui una vista panoramica sulla città, sui Forti di Levante, sui Monti Fasce e Alpesisa.
 
Il Forte Monteratti o Forte Ratti è una caserma militare edificata dal Governo Sabaudo per difendere il rilievo "Monte Ratti", posto alle spalle dei quartieri genovesi di Marassi e Bavari, da eventuali assedi del nemico che avrebbe potuto, da lì, dirigersi indisturbato verso gli allora piccoli borghi di Sturla, Albaro e San Martino (oggi quartieri di Genova).
La posizione dove sorgerà il Forte, ospitava nel 1747 le ridotte e i trinceramenti costruiti per affrontare l’assedio delle truppe Imperiali austriache guidate dal Generale Schulenborg, che si spinsero sino a  raggiungere la Bocca dei Ratti aprendosi la strada per la conquista del monte e, dal lato apposto, per investire le difese dei Camaldoli, della Madonna del Monte e di San Giuliano d’Albaro. Riconquistata il mese successivo, per sollecitazioni del Duca di Bissj e poi del Duca di Richelieu, si decise per la costruzione di opere campali sul monte Ratti ( al centro di un altro assedio nel 1800, sempre da parte dell'esercito austriaco). Nel 1819, dopo l'annessione della Liguria al Regno Sabaudo, per la difesa del monte si procedette con la costruzione di due torri difensive a pianta circolare; entrambe non furono terminate, anche se i loro resti sono ancora ben visibili.
La costruzione, che deve il suo nome ad una antichissima famiglia di proprietari terrieri, somiglia più ad un casermone che a un vero e proprio Forte; essa incuriosisce per la sua mole singolare. La fortificazione presenta uno sviluppo lineare di duecento metri lungo il crinale del monte e si distacca da esso a mezzo di un cortile interno compreso tra il fronte settentrionale e  il muro di contenimento. La forma del Forte interpreta prevalentemente i canoni della scuola genovese settecentesca piuttosto che di quella sabauda, in transizione  tra la fortificazione dell’antica scuola francese e la moderna piazzaforte della metà del XIX secolo. 
Oggi il Forte è la posizione  ideale per scampagnate e percorsi da trekking, seguendo la strada militare e i sentieri che collegano tra loro, nell'ordine, Forte Quezzi, Torre Quezzi, Forte Monteratti, Forte Richelieu,  Forte Santa Tecla e scendendo in città il Forte San Martino per finire con il Forte San Giuliano.